Mediobanca boccia l’offerta di Mps: "Operazione ostile e prezzo inadeguato"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il consiglio di amministrazione di Mediobanca ha respinto con decisione l’offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata dal Monte dei Paschi di Siena, definendola «ostile e non concordata», oltre che «priva di razionale industriale». La valutazione, già anticipata nei toni quando Mps aveva avviato la scalata, è stata ribadita ieri in sede di cda, con il voto contrario di Sandro Panizza e l’astensione di Sabrina Pucci, rappresentante di Delfin.

Nel documento ufficiale, sintetizzato in un comunicato di 118 pagine, Mediobanca ha sottolineato come il corrispettivo offerto – 2,53 azioni Mps per ogni titolo Mediobanca – sia «non congruo e del tutto inadeguato», risultando addirittura inferiore del 32% rispetto alla media del rapporto di scambio calcolato dal board. Un giudizio netto, che non lascia spazio a interpretazioni: l’operazione, secondo la banca di Piazzetta Cuccia, non solo mancherebbe di convenienza per i suoi azionisti, ma sarebbe priva di una logica strategica sostenibile.

L’Ops, che prenderà il via lunedì 14 luglio per concludersi a settembre, mira a raggiungere una soglia del 35% del capitale di Mediobanca, in un contesto già movimentato dalle manovre di Unicredit su Banco Bpm. Se da un lato Mps punta a rafforzare la propria posizione nel settore, dall’altro la fredda accoglienza ricevuta rischia di comprometterne l’esito, considerata la ferma opposizione del principale obiettivo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.