Mps-Mediobanca, la scalata ostile e le prossime mosse

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Martedì 28 gennaio, il consiglio di amministrazione di Mediobanca si riunirà per discutere l'offerta pubblica di scambio (OPS) lanciata da Monte dei Paschi di Siena (Mps). L'offerta, considerata ostile, non è stata concordata con Mediobanca, come chiarito in una lettera indirizzata ai dipendenti dall'amministratore delegato Alberto Nagel e dal direttore generale Francesco Saverio Vinci. La risposta formale di Mediobanca è attesa per domani, quando il consiglio esprimerà la sua posizione ufficiale sull'offerta.

L'OPS di Mps, che ha suscitato reazioni contrastanti, è vista come una mossa di mercato, ma con implicazioni politiche significative. Giorgia Meloni, da Gedda, ha spiegato che l'operazione è stata originata dalla volontà del governo di bloccare le "arroganze francesi" su Generali, dato che nel consiglio di amministrazione di Mps sono presenti rappresentanti governativi con grande peso decisionale.

L'economista Pietro Reichlin ha criticato l'operazione, definendola un "azzardo di Stato". Reichlin ha sottolineato che, subito dopo l'annuncio dell'OPS, le azioni di Mps sono scese del 7%, mentre quelle di Mediobanca sono salite dell'8%, segno che il mercato non è convinto della bontà dell'operazione. Mediobanca ha ora meno di tre mesi per organizzare la sua difesa o contrattaccare, in vista del lancio dell'OPS previsto tra giugno e luglio.

Nel frattempo, Mps presenterà il documento d'offerta alla Consob intorno a metà febbraio, un passaggio cruciale per l'avanzamento dell'operazione. La situazione resta fluida e complessa, con molteplici attori coinvolti e interessi in gioco.

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