Putin e il vaso di Pandora: l’escalation dei raid e il congelamento dei negoziati di pace

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La situazione politica internazionale si fa sempre più critica, con il presidente russo Vladimir Putin che ha evocato l'immagine del vaso di Pandora per descrivere le conseguenze degli attacchi ucraini contro obiettivi economici russi. Le parole del Cremlino, che fanno da contraltare alla dotazione del più grande arsenale nucleare del pianeta, gettano un'ombra cupa sul futuro del conflitto, mentre sul campo la guerra continua a mietere vittime e a distruggere infrastrutture.

E proprio mentre le nubi si addensano, i colloqui di pace risultano essere in una fase di stallo, confermata dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Attacchi con droni e raid incrociati: la guerra si intensifica

Non smettono di volare sui cieli della Russia i droni ucraini, che nella notte tra giovedì e venerdì hanno colpito duramente Sebastopoli, nella Crimea occupata. Secondo il governatore locale, Mikhail Razvozhayev, diverse persone sarebbero rimaste ferite a seguito dell'attacco che ha preso di mira la città portuale, causando anche blackout e danni significativi alle infrastrutture. L'offensiva ucraina non si è fermata qui, colpendo anche una raffineria russa situata a circa 1.000 chilometri dal fronte, un'azione che dimostra la crescente capacità di Kiev di raggiungere obiettivi strategici in profondità nel territorio nemico.

L'esercito di Mosca, dal canto suo, ha risposto con diversi raid sul Paese guidato da Zelensky, utilizzando tattiche brutali come quella del "double tap". Nella regione di Dnipropetrovsk, i missili russi sono caduti più di dieci volte durante la notte, causando la morte di almeno due persone.

La dinamica dell'attacco è particolarmente insidiosa: circa un'ora dopo il primo bombardamento, mentre i vigili del fuoco erano impegnati a spegnere le fiamme e a mettere in salvo i superstiti, altri due attacchi hanno colpito la stessa zona, una strategia che mira a colpire i soccorritori e a massimizzare le vittime tra la popolazione civile.

La diplomazia al palo e il ruolo della Cia

In questo quadro di crescente tensione, il tentativo di trovare una via diplomatica appare sempre più complicato. I colloqui di pace tra Russia e Ucraina sono attualmente in una fase di "sospensione", come ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riportato dall'agenzia Tass. "La questione dei colloqui di pace: sì, questo argomento è attualmente in sospeso, non ci sono nuove idee", ha affermato Peskov, aggiungendo che Kiev è al corrente delle richieste di Mosca ma non è disposta a risolverle pacificamente.

Al contrario, il portavoce ha rivendicato l'avanzata delle forze armate russe in prima linea, una dinamica che definisce "evidente" e destinata ad avere conseguenze definitive per il "regime di Kiev".

Un segnale eloquente della preoccupazione internazionale per una possibile escalation è rappresentato dalla visita a Mosca del direttore della Cia, John Ratcliffe. Secondo quanto riportato, l'alto funzionario americano si è recato nella capitale russa non solo per discutere di una tregua tra Russia e Ucraina, ma addirittura per negoziare con Mosca al fine di evitare un attacco ai Paesi europei della Nato.

La missione di Ratcliffe, confermata anche dal presidente Trump, viene interpretata come un'ammissione che la guerra in Ucraina rischia di superare la linea rossa che la separa da un conflitto più generale e drammatico. Gli analisti dell'intelligence americana, di fronte a questa missione, sembrano aver interpretato in maniera estremamente preoccupante le parole del presidente Putin riguardo le possibili ritorsioni.

L'Europa e gli aiuti militari: missili Storm Shadow e fondi Ue

Mentre la diplomazia arranca, l'Europa rinnova il suo impegno militare ed economico a fianco di Kiev, un segnale di sostegno che Mosca considera una provocazione. Il fresco premier britannico Andy Burnham, nel suo primo viaggio all'estero, ha scelto proprio Kiev per portare in dono la licenza per produrre in Ucraina i missili a lungo raggio Storm Shadow, noti anche come Scalp. Si tratta di un'arma sviluppata congiuntamente da Francia e Regno Unito e prodotta dal consorzio europeo Mbda.

Tuttavia, come ha spiegato Matthew Savill, direttore del dipartimento di Scienze Militari del think tank RUSI, la costruzione di un impianto per un missile così avanzato non sarà un processo rapido e difficilmente vedremo queste armi pronte per le operazioni prima del 2028. Il vero valore dell'operazione, quindi, risiede più nel trasferimento di competenze e nel messaggio politico di un sostegno a medio termine, che in un immediato ribaltamento delle sorti del conflitto.

Il sostegno europeo si è concretizzato anche con la recente visita a Kiev del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che ha ribadito l'impegno dell'Unione. La Commissione europea, ha ricordato Costa, ha approvato una nuova tranche da 6,1 miliardi di euro destinata alla capacità di difesa ucraina, un ulteriore stanziamento che si aggiunge ai 16 miliardi già elargiti in precedenza.

L'obiettivo dichiarato da Bruxelles è quello di aumentare la pressione su Mosca fino a portarla "dal campo di battaglia al tavolo dei negoziati", come ha spiegato lo stesso Costa in un'intervista, indicando tra le priorità il rafforzamento della difesa aerea, il ripristino della navigazione nel Mar Nero e la preparazione al prossimo inverno.

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