Vaccini, dal pediatra una mail per i dubbi dei genitori mentre in Europa tornano morbillo e pertosse

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha deciso di sperimentare un canale diretto per provare a ricucire lo strappo della fiducia, quel divario sempre più profondo che si viene a creare tra le evidenze della scienza e le paure, spesso alimentate dalla disinformazione, delle famiglie. In occasione della Settimana mondiale dell’immunizzazione, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con il messaggio “For every generation, vaccines work” (Per ogni generazione, i vaccini funzionano), i pediatri hanno attivato un indirizzo email dedicato – [email protected] – che resterà operativo per una settimana, dal 24 al 30 aprile, offrendo uno spazio sicuro dove porre quesiti su obblighi, raccomandazioni ed eventuali effetti indesiderati legati alle pratiche vaccinali dell’età evolutiva.

La strategia del contatto diretto contro il calo delle coperture

L’obiettivo dichiarato dalla FIMP non è soltanto quello di rispondere ai singoli dubbi, ma anche di raccogliere le domande più frequenti per orientare le future campagne di educazione sanitaria, a partire dagli studi dei pediatri di famiglia. Questi ultimi, va ricordato, rappresentano spesso il primo baluardo a cui i genitori si rivolgono nei primi giorni di vita del neonato. Martino Barretta, responsabile dell’Area Vaccini della FIMP, ha ricordato come le vaccinazioni abbiano evitato oltre 154 milioni di decessi a livello globale negli ultimi cinquant’anni, una cifra che sottolinea il peso epocale di questi strumenti di prevenzione. Tuttavia, mentre i pediatri cercano di arginare i timori individuali, i dati epidemiologici tracciano uno scenario europeo preoccupante che rischia di vanificare proprio quei successi ottenuti.

L’allarme europeo: il ritorno di pertosse e morbillo

Secondo le rilevazioni dell’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), diffuse proprio in questa cornice di sensibilizzazione, il vecchio continente sta assistendo a un pericoloso ritorno di fiamma di malattie infettive che sembravano ormai dimenticate. Nel 2024 sono stati registrati oltre 127 mila casi di morbillo – il picco più alto degli ultimi 27 anni – e la pertosse ha toccato quota 298 mila contagi, una recrudescenza che colpisce in particolare i bambini sotto l’anno di vita, troppo piccoli per essere completamente protetti, e gli adolescenti tra i 10 e i 14 anni. Le istituzioni, tra cui Unicef e Commissione europea, hanno lanciato l’allarme senza mezzi termini, sottolineando come il calo delle coperture vaccinali e la crescente disomogeneità tra i vari Paesi rischino di minare quei risultati straordinari che, solo fino a pochi anni fa, sembravano aver messo al sicuro le generazioni future.

La prevenzione a 360 gradi: dalle culle agli over 65

Per rispondere a questa emergenza, le iniziative sul territorio italiano si moltiplicano, estendendo il raggio d’azione a tutte le età. Se la mail della FIMP mira a proteggere i bambini, l’ASL CN1, nel cuneese, ha scelto di concentrare i propri sforzi sulla pertosse in gravidanza, attivando accessi diretti per offrire gratuitamente il vaccino dTp (Difterite, Tetano, Pertosse) alle future mamme e ai loro conviventi più stretti; una strategia che mira a creare un "bozzolo" protettivo attorno al nascituro, troppo fragile per difendersi da solo nelle prime settimane di vita. Nello stesso solco si muove l’iniziativa promossa a Pavia, dove il Policlinico San Matteo e l’ASST hanno organizzato giornate di open day dedicati alla fascia over 65. In questo caso, l’attenzione si sposta sulla prevenzione delle polmoniti da pneumococco e del “fuoco di Sant’Antonio” (herpes zoster), patologie che, se contratte in età avanzata o in soggetti fragili, possono degenerare in complicanze gravissime o in dolore cronico debilitante. La varietà degli appuntamenti dimostra come la “settimana mondiale” venga interpretata dai singoli enti come un’opportunità per fare massa critica, cercando di intercettare quelle sacche di popolazione che, per negligenza o paura, sono rimaste indietro.

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