Il candidato della Fed Kevin Warsh e quel portafoglio crypto da 30 asset tra Solana, DeFi e venture capital
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La mole di carte, quasi settanta pagine depositate presso l’Ufficio Etica Governativa, racconta di un patrimonio personale che oscilla tra i 135 e i 226 milioni di dollari. Una cifra, quest’ultima, che da sola basterebbe a piazzare Kevin Warsh – l’uomo scelto da Donald Trump per succedere a Jerome Powell alla guida della banca centrale americana – sul tetto della ricchezza tra i presidenti della Fed, ma è nella lunga lista degli investimenti, in particolare quelli legati alle criptovalute, che si nasconde la vera novità della sua candidatura.
Oltre trenta esposizioni nel mondo blockchain, tra token e aziende
Non si tratta, va detto subito, di un semplice acquisto di Bitcoin in forma diretta. Warsh ha disseminato il suo capitale in un ventaglio piuttosto variegato di fondi di venture capital e società in fase di avviamento che operano nell’universo Web3. La documentazione resa pubblica rivela la presenza di Solana, la piattaforma per contratti intelligenti spesso etichettata come “assassina di Ethereum”, accanto a nomi forse meno altisonanti ma egualmente significativi per gli addetti ai lavori: dYdX, un exchange decentralizzato per derivati; Optimism e Blast, soluzioni pensate per scalare la rete Ethereum; Compound, uno dei protocolli pionieri del lending decentralizzato.
L’elenco si allunga ancora, includendo Dapper Labs – la società dietro i famosi “CryptoKitties” – e persino il fondo Polychain Capital, uno dei pesi massimi dell’investimento speculativo nel settore. Una panoramica, questa, che copre trasversalmente le infrastrutture di primo livello, le applicazioni finanziarie decentralizzate e i servizi di pagamento basati su Bitcoin come Flashnet e Lightning Network. Una mappa di interessi che, se confermato, farebbe di Warsh il primo presidente della Fed ad avere una esposizione personale, seppur indiretta, al mondo delle cripto-attività.
Un patrimonio da record oscurato dalle clausole di riservatezza
Certo, la cifra complessiva dei beni dichiarati – che supera di gran lunga i 19-75 milioni stimati per l’attuale presidente Powell – è destinata a crescere se si considera la posizione finanziaria della moglie, Jane Lauder, erede dell’impero di cosmetici Estée Lauder e con una fortuna personale stimata intorno ai 19 miliardi di dollari da Forbes. Tuttavia, il dossier di Warsh presenta alcuni buchi neri non trascurabili. Le due voci più se del suo attivo, segnalate con un valore superiore ai 50 milioni di dollari ciascuna, fanno capo a un veicolo chiamato “Juggernaut Fund LP”, la cui composizione degli asset è stata oscurata da accordi di riservatezza. Una scelta, questa, che di fatto impedisce di valutare appieno l’entità della sua ricchezza occulta.
Per risolvere il potenziale conflitto di interessi, Warsh si è impegnato formalmente a disfarsi di questi asset nel caso in cui l’incarico gli venisse affidato. Un’operazione, quella della vendita, che potrebbe rivelarsi complessa proprio a causa della natura opaca o non liquida di alcuni di questi investimenti.
L’ostacolo politico oltre il denaro: l’indagine su Powell rallenta la nomina
Martedì prossimo, 21 aprile, Warsh è atteso per la sua audizione di conferma davanti alla Commissione Bancaria del Senato. Un passaggio, quest’ultimo, che arriva mentre il mandato di Powell scade ufficialmente a maggio. Il clima, tuttavia, è reso incandescente da una vicenda che poco ha a che fare con i tassi d’interesse o l’inflazione. Alcuni senatori repubblicani, in primis Thom Tillis, hanno minacciato di non votare la fiducia a Warsh finché non sarà stata risolta l’azione legale – o meglio, l’indagine penale – che vede coinvolto l’attuale numero uno della Fed. La contesa riguarda i presunti rincari ingiustificati nella ristrutturazione della sede centrale della banca, un’inchiesta che il presidente Trump non ha mai nascerto di sostenere e che ora rischia di paralizzare il passaggio di consegne. Un paradosso, questo, per cui il futuro della banca centrale più potente del mondo resta sospeso tra le cripto-attività di un candidato miliardario e una battaglia legale sul costo di un cantiere edile.




