Fs, il nuovo corso di Strisciuglio: stop al venture capital e addio alla Manica

Fs, il nuovo corso di Strisciuglio: stop al venture capital e addio alla Manica
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un'inversione di rotta netta, quella che si sta delineando in casa Ferrovie dello Stato Italiane, dove il nuovo amministratore delegato Gianpiero Strisciuglio ha cominciato a mettere la propria firma sulle priorità del gruppo, ridimensionando o accantonando alcuni dei progetti più ambiziosi che avevano caratterizzato l'era del suo predecessore, Stefano Donnarumma.

A poche settimane dalla sua nomina ufficiale, il manager pugliese, forte di una lunga esperienza maturata all'interno della stessa azienda, sembra intenzionato a tracciare un percorso che, pur mantenendo una continuità industriale, punta a un diverso utilizzo delle risorse.

Venture capital e progetti rinviati

Tra le iniziative che rischiano di finire su un binario morto, o quantomeno di subire un significativo rallentamento, c'è il progetto che prevedeva la creazione di una società interamente dedicata al venture capital, un veicolo attraverso il quale le Ferrovie avrebbero potuto investire direttamente in startup e iniziative imprenditoriali ad alto tasso di innovazione.

L'idea, che aveva preso corpo negli ultimi mesi della gestione Donnarumma, prevedeva che il gruppo si trasformasse in un attivo operatore del capitale di rischio, scommettendo su progetti esterni al core business ferroviario per diversificare gli investimenti e cavalcare le nuove frontiere della mobilità.

Sembra, tuttavia, che il nuovo amministratore delegato abbia una visione differente, più orientata a concentrare le energie e le risorse finanziarie sulle attività principali dell'azienda, lasciando quindi cadere l'ipotesi di avventurarsi in operazioni finanziarie considerate, evidentemente, rischiose o non prioritarie in questa fase.

Addio al tunnel sotto la Manica

Ma non è solo il venture capital a finire nel mirino del nuovo corso targato Strisciuglio. Un altro progetto che sembra destinato a essere accantonato riguarda la partecipazione alla gestione del tunnel sotto la Manica, l'infrastruttura che collega la Gran Bretagna alla Francia. Durante la precedente gestione, era stata valutata l'ipotesi di un ingresso di Fs nel capitale della società che gestisce il collegamento, un'operazione che avrebbe rappresentato un passo significativo nell'espansione internazionale del gruppo italiano.

Ora, con il cambio al vertice, questa possibilità appare decisamente più remota, segnando un arretramento rispetto alle ambizioni europee che avevano caratterizzato il recente passato e che miravano a posizionare le Ferrovie come un operatore globale a tutto tondo.

Un nuovo corso per il gruppo

La scelta di Gianpiero Strisciuglio, uomo di comprovata esperienza e profonda conoscenza dei meccanismi interni del gruppo, sembra dunque orientata verso una gestione più prudente e focalizzata sugli obiettivi tradizionali. Il suo incarico, insieme a quello del nuovo consiglio di amministrazione, è destinato a durare fino al luglio del 2028, un arco temporale che supera di gran lunga la prossima scadenza elettorale, garantendo così una stabilità alla guida che potrebbe rivelarsi cruciale per l'attuazione di questa nuova strategia.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che si era espresso pubblicamente sulla vicenda della nomina, aveva già espresso parole di fiducia nei confronti del manager, sottolineando come Strisciuglio, dopo essere stato un ottimo amministratore di Trenitalia, potesse rivelarsi un valido amministratore anche per l'intero gruppo Ferrovie, lasciando intendere che l'auspicio fosse quello di un cambio di passo che ora, nei fatti, si sta concretizzando.

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