Scandalo comunali a Torino, emergono legami tra politica e 'ndrangheta
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Nell'autunno del 2021, Stefano Lo Russo è stato eletto sindaco di Torino. Salvatore Gallo, patron di IdeaTo, un'associazione vicina al Partito Democratico (PD) a cui fanno riferimento tre consiglieri comunali (Caterina Greco, Tony Ledda e Annamaria Borasi), ha cercato di piazzare i suoi in giunta. Tuttavia, il sindaco Lo Russo ha respinto le sue proposte.
Il tentativo di Gallo
Gallo, ex socialista noto come "signore delle tessere e dei telepass" tra i suoi avversari, e padre di Raffaele, capogruppo Dem in Regione, ha cercato di nominare una persona di fiducia come presidente di Gtt e, successivamente, l'assessore al Bilancio. Questo tentativo di influenzare la giunta comunale è stato però bloccato dal sindaco Lo Russo.
'Ndrangheta in Piemonte
Parallelamente, la 'ndrangheta in Piemonte si è fatta sentire nuovamente. I carabinieri del Ros, nell'ambito di un'inchiesta sulla presenza delle 'ndrine calabresi nel nord ovest, hanno eseguito nove misure cautelari. Le accuse nei confronti dei fermati sono di associazione mafiosa, concorso esterno, riciclaggio, estorsione, ricettazione e armi.
L'inchiesta
Le indagini, condotte tra il 2014 e il 2021 dagli investigatori del Ros insieme ai colleghi della stazione di Leinì, si sono concentrate su un'articolazione territoriale delle famiglie di 'ndrangheta, originarie di San Luca, operative a Torino e nella zona di Brandizzo.
Scambio di favori per ottenere voti
Nell'inchiesta dei carabinieri del Ros e della stazione di Leinì, coordinati dal pubblico ministero della Dda Valerio Longi, oltre a un fitto intreccio tra appalti, lavori pubblici e 'ndrangheta, sta emergendo anche un presunto scambio di favori per ottenere voti che avrebbe riguardato il voto delle Comunali dell'ottobre 2021. Questo scandalo rischia di esplodere nell'area del Partito Democratico a Torino, a poche settimane dalle elezioni regionali.




