Ferrari, doppietta nelle libere in Ungheria: la nuova ala "Macarena 2.0" fa la differenza

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Ferrari ha dettato legge nella prima giornata di prove libere del Gran Premio d'Ungheria 2026, piazzando Charles Leclerc e Lewis Hamilton al vertice dei rispettivi turni e mostrando un passo che ha fatto pensare subito a una domenica da protagonista. Sull'asfalto tortuoso e polveroso dell'Hungaroring, teatro dell'ultimo appuntamento prima della pausa estiva, il Cavallino Rampante ha sfruttato al meglio le caratteristiche di un tracciato che, con le sue lente e continue curve, premia il carico aerodinamico e la precisione di un retrotreno capace di non mollare la presa.

La superiorità della SF-26 non è apparsa però soltanto frutto del consueto ottimo bilanciamento telaistico, ma è stata esaltata dall'introduzione di una nuova specifica dell'ala posteriore mobile, soprannominata "Macarena 2.0", un'evoluzione pensata per massimizzare la deportanza laddove la velocità di punta conta meno dell'aderenza in percorrenza.

La scelta dell'ala ad alto carico e il confronto tra i due piloti

Già nella prima sessione di prove libere, la strategia della Ferrari era apparsa chiara: dotare la monoposto di Charles Leclerc della nuova ala posteriore ad alto carico, mentre Lewis Hamilton, sulla sua SF-26, manteneva per il momento la configurazione precedente. Una prova comparativa, quella effettuata dalla Scuderia, che aveva l'obiettivo di validare in pista i dati raccolti in galleria del vento e al simulatore.

Il riscontro cronometrico era stato immediato, con Leclerc che fermava il cronometro sull'1'19"075, infliggendo quasi mezzo secondo a Max Verstappen, mentre Hamilton si era dovuto accontentare del terzo posto a oltre mezzo secondo di distanza dal compagno di box. Questo divario interno è stato interpretato da molti come una prima, tangibile conferma dell'efficacia della nuova soluzione aerodinamica, che sulla carta prometteva un incremento del carico verticale al retrotreno per affrontare con maggiore stabilità le insidiose curve dell'Hungaroring.

Lo scenario è cambiato radicalmente nel corso del secondo turno di prove. Anche Lewis Hamilton ha ricevuto la nuova ala "Macarena 2.0" e il risultato non si è fatto attendere. Il sette volte iridato ha immediatamente trovato il feeling con la monoposto, piazzando un giro secco di riferimento in 1'18"729 che è valso la prima piazza della sessione, davanti al compagno di squadra per appena 148 millesimi. La doppietta Ferrari era servita, con la McLaren di Lando Norris, il primo degli inseguitori, relegata a oltre mezzo secondo di distacco.

Un margine considerevole su un tracciato come l'Hungaroring, che ha subito proiettato la Scuderia di Maranello in pole position virtuale per il prosieguo del weekend.

I segreti tecnici della "Macarena 2.0" e le ispirazioni dalla concorrenza

La nuova ala posteriore, che ha fatto la sua comparsa nel box della Ferrari in vista del weekend ungherese, rappresenta un'evoluzione significativa del concetto di ala ribaltabile già testato nei test invernali. Il principio di funzionamento rimane quello, profondamente diverso dal vecchio DRS, che prevede la rotazione quasi completa del profilo alare fino a generare un effetto portante che riduce la resistenza all'avanzamento sui rettilinei.

Per questo specifico appuntamento, tuttavia, gli ingegneri di Maranello hanno sviluppato una versione ad alto carico, aggiungendo elementi supplementari al bordo d'uscita del flap principale, una soluzione che ricorda da vicino quella già vista sulla Mercedes W17 e adottata in parte anche da McLaren e Red Bull.

Queste estensioni, che la stampa inglese ha soprannominato "hanger flap" per la loro forma, hanno la funzione di incrementare ulteriormente il carico aerodinamico prodotto dall'ala senza pregiudicare il funzionamento del sistema di apertura. La specifica ungherese si caratterizza inoltre per la presenza di tre profili verticali nella zona centrale del flap, pensati per ottimizzare il flusso d'aria, e per una risagomatura delle paratie laterali.

Un aspetto cruciale per la sicurezza è poi rappresentato dal sistema di attuazione, che sulla Ferrari è composto da due pistoni idraulici integrati nelle paratie laterali. Una scelta che, sebbene più pesante, garantisce una ridondanza meccanica tale da permettere il corretto funzionamento dell'ala anche in caso di avaria di uno dei due attuatori, un dettaglio che ha convinto la FIA della bontà del progetto, a differenza di altre soluzioni simili che hanno sollevato più di un problema di affidabilità.

Un venerdì da incorniciare, ma la qualifica resta un banco di prova cruciale

Nonostante il dominio mostrato sul giro secco, in casa Ferrari regna ancora il giusto realismo. Le condizioni dell'Hungaroring, con una pista polverosa e le raffiche di vento che hanno condizionato il comportamento di molte vetture, hanno reso la giornata atipica e potenzialmente fuorviante.

Charles Leclerc, che ha chiuso la FP1 con un problema tecnico che lo ha costretto a fermarsi in anticipo, ha subito gettato acqua sul fuoco, dichiarando come il distacco odierno possa essere colmato dai rivali in vista della qualifica, dove ogni dettaglio farà la differenza e la Ferrari dovrà fare tutto alla perfezione per non perdere il vantaggio.

Anche il passo gara, osservato nelle simulazioni finali delle FP2, ha suggerito un quadro leggermente diverso, con la Mercedes di Kimi Antonelli apparsa particolarmente competitiva nella gestione degli pneumatici e nella costanza di rendimento, un aspetto che potrebbe rappresentare l'incognita principale per la domenica.

L'impressione che si ha al termine della giornata, tuttavia, è che la Ferrari abbia compiuto un passo avanti concreto in termini di competitività. L'introduzione della "Macarena 2.0" ha reso la SF-26 una freccia precisa nelle curve lente, generando grip e stabilità al posteriore, elementi fondamentali per chiudere i tornanti ungheresi con la giusta trazione. La concorrenza, McLaren e Red Bull su tutte, sembra al momento inseguire, con George Russell che si è detto in difficoltà e con Max Verstappen che ha lamentato problemi al sedile.

Il risultato di venerdì, a un anno di distanza dalla pole conquistata proprio a Budapest da Leclerc, offre alla Ferrari gli scongiuri e la speranza che questa volta, con una monoposto finalmente in grado di esprimere il suo potenziale su ogni tipo di tracciato, la partenza al palo possa trasformarsi non solo in un sogno, ma in un'impresa concreta.

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