Milo Infante verso Mediaset, la Rai teme il colpo di calciomercato televisivo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un clamoroso colpo di calciomercato televisivo, se dovesse andare a dama, quello che vede protagonista Milo Infante: il vicedirettore degli Approfondimenti Rai e conduttore di punta di "Ore 14" sarebbe finito nel mirino di Mediaset con un’offerta che, a Cologno Monzese, ritengono difficile da rifiutare.
Secondo le indiscrezioni raccolte nelle ultime ore – e rilanciate con insistenza dal sito di Davide Maggio – l’emittente del Biscione avrebbe messo sul piatto la conduzione di "Quarto Grado", il longevo programma di cronaca nera di Rete 4, senza limitarsi a un semplice ruolo in video: per lui si profilerebbe anche un incarico dirigenziale di primo piano, probabilmente legato al coordinamento di una redazione.
Il giornalista, che ha costruito il suo successo recente proprio sulla narrazione dei grandi casi giudiziari, avrebbe già presentato le dimissioni all’ad Giampaolo Rossi, lasciando viale Mazzini in una posizione di estrema difficoltà.
Le crepe nel rapporto con l’azienda
Nonostante i buoni risultati – basti pensare agli ascolti registrati con gli speciali dedicati al caso Garlasco, che hanno trasformato "Ore 14 Sera" in una vera e propria macchina da share –, Infante verserebbe in una fase di sofferenza professionale. Le ragioni sarebbero molteplici: da una parte la retribuzione, con un equilibrio giudicato insoddisfacente tra la parte fissa e quella legata alla conduzione effettiva; dall’altra la percezione di una scarsa considerazione da parte dei vertici aziendali.
C’è chi, all’interno della stessa Rai, racconta di richieste presentate anche per iscritto alla governance, rimaste però senza risposte concrete; un atteggiamento, questo, che avrebbe convinto il giornalista – considerato politicamente gradito alla Lega – a guardare con crescente interesse alle proposte del competitor.
La regia occulta della faida con Bruzzone
Sullo sfondo delle trattative si intravede anche il braccio di ferro, tutt’altro che sopito, con Roberta Bruzzone. La criminologa, da volto fisso del programma di Infante, è diventata un’acerrima avversaria dopo uno scontro in diretta; la tensione è poi esplosa sui social, portando il conduttore a rivolgersi al Comitato etico della Rai. Un esposto formale – presentato dopo mesi di frecciate e attacchi reciproci – contro il quale Bruzzone si è difesa dichiarando di possedere a sua volta un "dossier corposo" pronto a essere depositato non appena verrà convocata.
Questa faida interna, alimentata anche dal fatto che i programmi della criminologa sono prodotti da Francesca Verdini (compagna di Matteo Salvini), assume una valenza politica non trascurabile: uno "scippo" di Infante da parte di Mediaset rappresenterebbe una mossa percepita come apertamente anti-leghista, in un momento in cui i rapporti tra il Carroccio e la tv dei Berlusconi non sono certo idilliaci.
L’addio annunciato tra le righe dell’ultima puntata
Il conduttore, del resto, aveva già seminato indizi inequivocabili durante la messa in onda dell’ultima puntata stagionale di "Ore 14". Il saluto finale – pronunciato con la voce rotta dall’emozione – non lasciava spazio a facili ottimismi: «Quando finisce un viaggio e non sai questo viaggio come, dove e quando riprenderà», ha detto, citando poi Stephen King («Ci sono altri mondi al di fuori di questo») prima di spegnere le luci del Tv2 di Milano. Parole che oggi, alla luce delle indiscrezioni su un imminente approdo a Cologno Monzese, assumono il valore di un vero e proprio preannuncio.
In Rai, intanto, filtrano segnali di contrordine: la Direzione Approfondimento avrebbe fatto sapere che "faremo di tutto per trattenerlo", un tentativo estremo di arginare la fuga della propria gallina dalle uova d’oro. Ma con l’estate alle porte e la presentazione dei palinsesti fissata per i primi di luglio, il tempo per una controffensiva efficace si sta facendo sempre più stretto.




