Landini sul referendum: "Quorum non raggiunto, ma è solo l’inizio"
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Redazione Interno
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Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, non ha usato giri di parole nel commentare l’esito dei referendum su lavoro e cittadinanza, che ieri hanno registrato un’affluenza insufficiente a superare il quorum. “Andiamo dritti al tema: il nostro obiettivo era cambiare le leggi, e non è stato possibile. Questo non è una vittoria”, ha dichiarato in conferenza stampa a Roma, sottolineando come la bassa partecipazione abbia di fatto reso inefficaci i quesiti promossi dal sindacato.
I dati, del resto, parlano chiaro. In Trentino, dove pure il dibattito era stato acceso, solo il 29,1% degli elettori si è recato alle urne. “Ha vinto l’astensione”, ha ammesso Paolo Grosselli, segretario della Cgil locale, riconoscendo che, nonostante i temi toccassero da vicino la vita delle persone, la mobilitazione è rimasta al di sotto delle aspettative. Un quadro simile si è ripetuto in altre regioni, lasciando poco spazio a interpretazioni ottimistiche.
Landini, però, ha evitato toni rassegnati. “È un punto di partenza”, ha insistito, ricordando che “i problemi sollevati da questa consultazione restano tutti”. Le settimane di campagna referendaria, ha aggiunto, gli hanno insegnato che “un sindacato deve ascoltare”, e che la battaglia per i diritti “va portata avanti con ogni mezzo, dalla contrattazione alla mobilitazione”. Un concetto ribadito anche da Daniela Armosino, esponente della Cgil di Alessandria, la quale, pur ammettendo di aver “sperato in un risultato migliore”, ha definito il percorso compiuto “un lavoro positivo”, da cui ripartire.




