Juve, l'ingorgo dei conti: da Kostic a Koopmeiners, 43 milioni da sfoltire per provare a prendere Kessie e Zirkzee
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Redazione Sport
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La rivoluzione estiva della Juventus, che ha già portato alla Continassa sei nuovi volti tra cui spiccano i nomi di Kolo Muani e Vicario, si scontra adesso con la dura legge dei numeri. Perché se è vero che il mercato non si chiude mai veramente, è altrettanto vero che la rosa a disposizione di Spalletti ha raggiunto una capienza di trenta elementi, una soglia ritenuta semplicemente insostenibile per una gestione ottimale del gruppo e, soprattutto, per i conti societari.
Gli addii di alcuni calciatori, a cominciare da quello di Dusan Vlahovic, hanno sì liberato spazio in attacco, ma le operazioni in entrata hanno comportato un esborso complessivo che supera i 51 milioni di euro sul bilancio della prossima stagione, senza contare l'impatto degli stipendi dei calciatori rientrati dai prestiti che vanno a ingrossare ulteriormente le cifre.
Il nodo degli esuberi e il monte ingaggi da ridurre
L'operazione di svecchiamento e rinnovamento voluta dalla dirigenza passa inevitabilmente attraverso le cessioni. Il monte ingaggi, al momento, rappresenta un macigno per le casse bianconere e la necessità di alleggerirlo è diventata una priorità assoluta per poter poi tornare a investire sul mercato. Tra i nomi in uscita, che pesano per quasi 80 milioni di euro complessivi sul bilancio tra ingaggi e ammortamenti, spiccano figure di rilievo come Filip Kostic e Teun Koopmeiners, il cui mancato impiego prolungato nella scorsa stagione ha suggerito la possibilità di una cessione.
L'obiettivo principale è quello di abbassare il monte-ingaggi, che al momento grava per circa 43 milioni di euro lordi sui conti della società, per creare quella flessibilità finanziaria che permetta di chiudere gli ultimi colpi di questa finestra di trasferimenti.
I sogni nel cassetto: Kessie e Zirkzee per l'attacco
Una volta liberato lo spazio necessario, la Juventus tornerebbe a fare sul serio per due profili che da tempo stuzzicano l'area tecnica. Il primo è Franck Kessie, centrocampista ivoriano in scadenza di contratto, che rappresenterebbe un'occasione ghiotta a parametro zero nonostante le sue qualità non siano certo passate inosservate ai club sauditi, che lo corteggiano con offerte faraoniche. L'alternativa, o forse il sogno nel cassetto per il reparto avanzato, porta al Manchester United e a Joshua Zirkzee.
L'attaccante olandese, che in passato ha già militato in Serie A, è considerato il profilo ideale per completare il reparto offensivo alle spalle di Kolo Muani, un giocatore capace di fare reparto da solo, di proteggere palla e di dialogare con i compagni, caratteristiche che lo rendono prezioso anche per il gioco corale voluto da Spalletti. La concorrenza per l'olandese, però, è agguerrita e vede in prima fila il Napoli di Fabregas, mentre l'addio di Vlahovic ha reso ancora più impellente la ricerca di un bomber in grado di garantire un alto numero di reti.
La pista Retegui e i movimenti per la fascia
Parallelamente alla trattativa per Zirkzee, il club bianconero sta valutando anche altre soluzioni per l'attacco. Il nome che torna ciclicamente d'attualità è quello di Mateo Retegui, punta argentina di ventisette anni che attualmente gioca in Arabia Saudita con l'Al-Qadisiyya. Un profilo molto diverso da quello di Zirkzee, più fisico, abile nel gioco aereo e nel finalizzare le azioni in area di rigore, che rappresenterebbe la soluzione più tradizionale per un centravanti di manovra.
Le difficoltà legate a questa pista sono però considerevoli, a partire dall'alto ingaggio del giocatore e dalla volontà del club saudita di trattenerlo, ma la dirigenza continua a monitorare la situazione. Non solo attacco, però, perché la Juventus è a caccia anche di un terzino sinistro per dare il cambio ad Andrea Cambiaso, opzione che si sta esplorando con l'obiettivo di un prestito secco che possa garantire una valida alternativa sulla corsia mancina senza gravi investimenti economici, sfruttando l'eventuale margine di manovra che si creerà dopo le cessioni degli esuberi.
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