Risparmio senza obiettivi, il male degli italiani
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Redazione Interno
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Il mese di ottobre si è concluso con la Giornata Mondiale del Risparmio, organizzata dall'ACRI - Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio, giunta quest'anno alla sua centesima edizione. Da ventiquattro anni, l'evento è caratterizzato dalla presentazione dell'indagine realizzata da Ipsos sul rapporto tra gli italiani e il risparmio, un rapporto che, nel corso di questi due decenni, è cambiato gradualmente.
La capacità di risparmio delle famiglie italiane ammonta a cinquemila miliardi, una propensione che resta la più elevata nell'Unione Europea. Tuttavia, questa ricchezza, quando viene investita, è penalizzata da una tassazione più elevata rispetto agli altri paesi europei. Su questo annoso problema ha insistito il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, durante la centesima Giornata del Risparmio.
L'indagine Acri-Ipsos ha evidenziato che quasi la metà delle famiglie italiane riesce a risparmiare, e lo fa con meno ansie e preoccupazioni rispetto al passato. Aumentano le famiglie che, grazie al proprio risparmio, riuscirebbero a far fronte a una spesa improvvisa importante. Più di tre famiglie su quattro ritengono di essere in grado di far fronte a una spesa improvvisa di media entità, un dato stabile rispetto agli anni precedenti.
Durante la Giornata Mondiale del Risparmio, è emersa l'urgenza di individuare politiche che mirino ad ancorare il risparmio nell'economia italiana.




