A Suwayda cessano gli scontri tra drusi e beduini, ma la tensione resta alta

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le forze speciali siriane hanno ripreso il controllo di Suwayda dopo il ritiro dei combattenti beduini, che per oltre una settimana avevano ingaggiato violenti scontri con le milizie druse. Il cessate il fuoco, mediato da Stati Uniti e Giordania, ha permesso il rientro degli sfollati e l’arrivo di aiuti umanitari, ma il percorso verso una riconciliazione appare ancora incerto. Sebbene i clan beduini abbiano abbandonato la città, hanno minacciato di riprendere le ostilità qualora Hikmat Al-Hijri, leader dei drusi, non rispettasse gli accordi.

La crisi, scoppiata dopo una serie di attacchi nella provincia a maggioranza drusa, ha avuto ripercussioni persino nelle Alture del Golan, dove decine di drusi israeliani hanno varcato il confine per riabbracciare parenti che non vedevano da anni. Alcuni siriani, invece, hanno compiuto il percorso inverso, attraversando per la prima volta la linea divisoria sotto la sorveglianza militare. Questi incontri, resi possibili da una temporanea tregua, sono stati però segnati dall’amarezza per le violenze che hanno insanguinato Sweida, dove le proteste sono degenerate in scontri armati.

Intanto, l’ambasciatore statunitense in Turchia, Tom Barrack, ha confermato l’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Siria e Israele, dopo che Tel Aviv aveva condotto una serie di attacchi contro obiettivi militari siriani. Le operazioni, legate alle tensioni scatenatesi nella regione drusa, sono state sospese alle 17 ora locale di domenica, ma la fragilità degli equilibri nella zona lascia poco spazio all’ottimismo.

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