Ferrero, i conti della nuova holding: 22,3 miliardi di fatturato e 3,2 di Ebitda
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Redazione Economia
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L’operazione di riassetto societario, perfezionatasi nella tarda primavera dello scorso anno quando la nuova capogruppo ha iniziato a operare a pieno regime, porta ora con sé i primi numeri consolidati che restituiscono l’immagine di una struttura finanziaria imponente, frutto dell’unione tra il tradizionale perimetro del gruppo di Alba e le partecipazioni facenti capo a Cth Invest. È la holding lussemburghese 3F’s, infatti, a fotografare per la prima volta la portata complessiva di un’aggregazione che, nel settore dolciario e non solo, disegna un colosso dalle dimensioni ragguardevoli. I conti relativi all’esercizio chiuso al 31 agosto 2025, resi noti attraverso una nota ufficiale della stessa società, parlano chiaro: il fatturato consolidato ha superato la soglia dei 22,3 miliardi di euro, segnando un incremento del 5,3 per cento rispetto ai dodici mesi precedenti.
La nuova architettura del gruppo e i numeri della crescita
L’incremento, seppur contenuto in una forbice a una cifra, assume un significato particolare se letto alla luce del contesto macroeconomico e delle operazioni straordinarie che hanno ridisegnato l’assetto proprietario. Dal 24 febbraio 2025, 3F’s Holding si colloca al vertice della catena di controllo, riunendo sotto un unico tetto le attività di Ferrero group e tutte le società affiliate controllate da Cth invest group. Tra queste, figurano realtà consolidate come Ferrara, Nonni’s Bakery, Fox’s Burton’s Company e Fine Biscuits Company, un insieme di marchi che hanno ampliato il raggio d’azione del gruppo ben oltre il perimetro storico della Nutella e della Kinder. A testimoniare la solidità dell’operazione non è solo la crescita dei ricavi, ma anche l’andamento della redditività operativa: l’Ebitda si è attestato a 3,2 miliardi di euro, con un balzo dell’11,2 per cento che evidenzia un miglioramento della redditività lorda superiore rispetto alla crescita del solo fatturato.
I numeri degli asset e la forza lavoro globale
A completare il quadro economico-finanziario sono i dati relativi alla struttura operativa e patrimoniale del colosso. Al 31 agosto 2025, il perimetro del 3F’s Group contava complessivamente 62.797 dipendenti, distribuiti in una rete globale che annovera 64 stabilimenti produttivi. Un’infrastruttura fisica e umana di queste dimensioni gestisce un totale di asset consolidati pari a 27,4 miliardi di euro, una cifra che di fatto quantifica il valore delle immobilizzazioni materiali, delle partecipazioni e delle altre attività detenute dal gruppo. I numeri, emergenti dal primo bilancio consolidato della nuova holding, offrono quindi una fotografia inedita di un’entità che, pur mantenendo una governance tradizionalmente riservata, rende oggi visibili le proporzioni di un’architettura aziendale complessa, articolata su più livelli e con una presenza industriale capillare.
Il confronto con il comparto e il peso del lusso alimentare
L’andamento dei conti di Ferrero, nel solco di quanto registrato da altre grandi realtà del comparto alimentare italiano con vocazione internazionale, conferma una resilienza che pochi altri settori riescono a garantire in fasi di incertezza economica. Il parallelo con Lavazza, altra multinazionale torinese che ha da tempo diversificato la propria presenza tra caffè e prodotti di largo consumo, non è casuale: entrambe le realtà sembrano aver beneficiato di un movimento dei consumi che premia i cosiddetti “beni rifugio” del largo consumo, cioè quei prodotti – cioccolato, caffè, prodotti da forno – la cui domanda non subisce flessioni significative nemmeno in periodi di contrazione della spesa delle famiglie. Il dato del fatturato consolidato che sfiora i 22,3 miliardi, infatti, racconta non solo una capacità di tenuta, ma anche una spinta propulsiva che ha portato la holding a superare abbondantemente i 27 miliardi di valore complessivo degli asset gestiti.




