Borsa, il crollo di Microsoft trascina i mercati finanziari e i Bitcoin: cosa succede
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Redazione Economia
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Oltreoceano, la seduta si è rivelata estremamente contrastata, con i mercati che hanno risentito del pesante tonfo di uno dei colossi della tecnologia. Microsoft, infatti, ha bruciato quasi un decimo del suo valore, segnando un calo del 9,99%, dopo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre dell’esercizio 2025/2026, un episodio che ha agito da vero e proprio freno all’entusiasmo degli investitori. Questo tracollo, il cui impatto si è riverberato ben oltre i confini di Wall Street, ha oscurato perfino il balzo di Meta Platforms, che pure ha chiuso in rialzo di oltre il 7% grazie a stime sui ricavi migliori delle attese e a risultati trimestrali solidi: il colosso di Mark Zuckerberg, i cui ricavi sono cresciuti del 24%, potrebbe quasi raddoppiare le spese di capitale, ponendo le basi per una fase di espansione aggressiva. La divergenza tra questi due titoli chiave del settore tech ha polarizzato la giornata, creando un clima di incertezza che si è rapidamente trasferito agli altri listini.
Le ripercussioni in Europa e il nervosismo di fine seduta
L’effetto domino partito dagli Stati Uniti ha raggiunto le borse europee, trascinandole verso una chiusura nervosa che ha spazzato via gran parte dei guadagni maturati in giornata. Una forte corrente di vendite nel finale, infatti, ha colpito le piazze del Vecchio Continente, lasciandole in territorio negativo o, nel migliore dei casi, sulla parità. La Borsa di Londra ha limitato i danni con un timido +0,1%, mentre Parigi e Amsterdam hanno chiuso in sostanziale equilibrio; Madrid e Milano, invece, hanno ceduto lo 0,1%. Discorso a parte merita il listino tedesco, dove il Dax ha ceduto ben due punti percentuali, affossato principalmente dal crollo del 16% del colosso del software Sap, a sua volta in difficoltà dopo la divulgazione dei conti trimestrali. Questo quadro composito, ma nel complesso debole, riflette la fragilità del sentiment in un contesto dove le delusioni delle big company tecnologiche vengono punite senza esitazione.
Il quadro tecnico di Milano e le prospettive immediate
Sul fronte nazionale, l’indice FTSE MIB della Borsa di Milano ha portato a casa una performance sostanzialmente appiattita, con un calo trascurabile dello 0,14% nella seduta del 29 gennaio. Le analisi tecniche, pur confermando la presenza di un trend rialzista di medio periodo, evidenziano per il breve termine un esaurimento della forza positiva, in particolare al test di una resistenza chiave. Gli analisti segnalano che l’indice, non essendo riuscito a superare stabilmente il livello di 45.400 punti, potrebbe ora essere destinato a un’estensione negativa, con un primo supporto immediato localizzato a 44.791 punti e un obiettivo potenziale più in basso, verso quota 44.507. Si delinea, quindi, uno scenario di pausa o di correzione limitata, in attesa di nuovi stimoli per riprendere la corsa.
Il contesto globale e la performance degli indici americani
Il quadro d’insieme resta comunque legato a doppio filo alle dinamiche statunitensi, dove i principali indici hanno chiuso con performance decisamente contrastate. Mentre il Dow Jones è riuscito a strappare un minimo progresso dello 0,11%, l’S&P500 ha ceduto lo 0,13%. A fare da contraltare negativo è stato soprattutto il Nasdaq, l’indice che raccoglie i titoli tecnologici, il quale ha perso lo 0,72%, trainato in basso proprio dal pesante scivolone di Microsoft. Questo clima di volatilità settoriale, che premia alcuni giganti del digitale e ne penalizza aspramente altri, sta ridefinendo gli equilibri di portafoglio degli investitori, i quali sono costretti a selezionare con maggiore attenzione i titoli in base ai fondamentali e alle prospettive di spesa, piuttosto che affidarsi a facili entusiasmi collettivi per l’intero settore.




