Garlasco, le nuove ipotesi sul delitto Chiara Poggi: "Forse ha reagito all’aggressore"
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Redazione Interno
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A distanza di 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco, la Procura di Pavia riapre il caso con strumenti d’indagine più avanzati, puntando a verificare una teoria che finora era rimasta sullo sfondo: la possibilità che la giovane, allora ventunenne, abbia tentato di difendersi dall’assassino. Le nuove analisi, tra cui una ricostruzione tridimensionale della scena del crimine e misurazioni precise delle tracce ematiche, potrebbero rivelare dinamiche finora trascurate.
L’attenzione si concentra su alcuni elementi chiave, come il Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima e un’impronta – la numero 33 – trovata sulla parete della scala che conduce alla cantina. Quest’ultima, attribuita ad Andrea Sempio, uno dei nomi tornati alla ribalta nelle indagini, presenta tracce di materiale biologico che saranno riesaminate durante l’incidente probatorio fissato per il 17 giugno. Sempio, oggi trentasettenne, ha sempre negato ogni coinvolgimento, sostenendo di essere con il padre al momento del delitto. «Non temo per me, ma per i miei genitori», ha dichiarato, riferendosi alle pressioni mediatiche che hanno segnato gli anni successivi alla tragedia.
La scientificità delle nuove indagini, condotte dai Ris con tecnologie all’avanguardia, potrebbe far luce anche su altri aspetti controversi, come l’intonaco grattato in punti cruciali della casa, forse per cancellare prove. Intanto, il caso torna sotto i riflettori televisivi con Chi l’ha visto?, che dedicherà una puntata alle ultime novità investigative, senza però aggiungere elementi conclusivi.




