Garlasco, la relazione dei Ris esclude un secondo assassino nel delitto Chiara Poggi
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Redazione Interno
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Una nuova consulenza tecnica, depositata in Procura a Pavia dal comandante dei Ris di Cagliari, tenente colonnello Andrea Berti, esclude categoricamente la presenza di un secondo assassino nell'omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Il documento, un corposo rapporto di quasi trecento pagine, si basa su un'accurata analisi della scena del crimine condotta con tecnologie all'avanguardia, quali rilievi tridimensionali effettuati con droni e, soprattutto, l'applicazione della Bloodstain Pattern Analysis (Bpa), la disciplina scientifica che studia la forma e la distribuzione delle macchie di sangue per ricostruirne la dinamica.
Proprio questa metodologia d'indagine, più moderna e raffinata rispetto a quella disponibile sedici anni fa, avrebbe portato a conclusioni diametralmente opposte rispetto a quelle su cui si basò l'inchiesta originale. La relazione sottolinea come la dinamica del delitto, così come è stata reinterpretata, appaia "quasi completamente differente" da quanto ipotizzato in passato, indicando la probabile azione di un unico aggressore e lasciando irrisolti, al contempo, alcuni interrogativi chiave come l'origine di alcune impronte e tracce di Dna rinvenute sul luogo.
L'esito della perizia, se da un lato sembra escludere la pista del concorso di persone nel fatto, dall'altro non rappresenta – stando a quanto si apprende – quella svolta decisiva che in molti si aspettavano. Il lavoro dei Ris si configura piuttosto come un tassello, seppur fondamentale, all'interno del più ampio quadro della nuova inchiesta avviata dalla Procura pavese, la quale procede ormai da quasi un anno sotto la guida del pm Fabio Napoleone e con il supporto operativo dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano




