Contromanifestazione al raduno neonazista a Pietramurata, la polizia chiude un tratto della Gardesana per tre ore e mezza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dalle 16.30 alle 20 di domani, giovedì 3 settembre, la SS 45 bis Gardesana Occidentale resterà chiusa nel tratto tra la rotatoria di Dro e la rotatoria delle Sarche, all'innesto con la SP 214 del Lago di Cavedine. Il provvedimento, disposto dalla Questura di Trento in accordo con il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, si rende necessario per gestire la contromanifestazione annunciata in occasione del raduno neonazista internazionale "Ritorno a Camelot", in programma all'Hotel Ciclamino di Pietramurata da domani fino a domenica 6 settembre.

La viabilità alternativa per i veicoli diretti verso Riva del Garda o in direzione opposta sarà deviata sulle strade provinciali interne, mentre i residenti della zona potranno comunque accedere alle proprie abitazioni, seppur con le dovute limitazioni e sotto il controllo delle forze dell'ordine.

Il via libera al raduno nonostante le richieste di blocco

Il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di Trento, nell'ultima riunione operativa, ha dato l'ok allo svolgimento del raduno organizzato dal Veneto Fronte Skinheads, nonostante le pressioni e la petizione sottoscritta dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e dalle Acli trentine. La richiesta di bloccare l'iniziativa, presentata al Commissariato del governo, era stata avanzata in considerazione della natura dichiaratamente suprematista e nostalgica del raduno, che richiama simbologie e retorica riconducibili al nazismo.

La decisione di non vietare l'evento, come spiegato dagli organi preposti, è stata motivata dall'assenza dei presupposti giuridici stringenti che la normativa italiana prevede per limitare il diritto di riunione, con un richiamo esplicito al rispetto della legge Scelba, che disciplina proprio i reati di apologia e istigazione alla violenza per motivi razziali.

Il provvedimento, però, è stato accompagnato da un dispositivo di sicurezza particolarmente imponente, con un contingente di almeno 140 uomini delle forze di polizia, tra agenti della Questura, carabinieri e reparti mobili, schierati per prevenire possibili scontri e garantire l'incolumità pubblica.

Il percorso della contromanifestazione e le modifiche alla viabilità

La contromanifestazione, promossa da comitati cittadini, associazioni antifasciste e parti sociali del territorio, si concentrerà proprio nelle ore di maggiore afflusso previsto per i partecipanti al raduno, costringendo gli organizzatori a rivedere il percorso inizialmente previsto per motivi di sicurezza.

La chiusura della Gardesana Occidentale, una delle arterie principali che collegano la Valle del Sarca al lago di Garda e alla zona dell'Alto Garda, rappresenta una misura eccezionale, ma ritenuta necessaria per separare fisicamente i due cortei e ridurre al minimo i rischi di contatto fisico e degenerazione degli animi. Il traffico, già congestionato nei periodi estivi e nei fine settimana, subirà inevitabili rallentamenti e le deviazioni obbligatorie lungo la SP 84 di Cavedine e la SP 214 del Lago di Cavedine, con tempi di percorrenza che potrebbero allungarsi considerevolmente.

La polizia locale e gli agenti della Stradale saranno posizionati ai due capi del tratto interdetto per gestire il flusso veicolare e fornire indicazioni in tempo reale agli automobilisti, mentre l'accesso all'Hotel Ciclamino, sede del raduno, sarà rigidamente contingentato e controllato da posti di blocco.

Le polemiche e la posizione delle istituzioni locali

Il raduno "Ritorno a Camelot", giunto alla sua edizione annuale, ha suscitato un vespaio di polemiche in tutto il Trentino, coinvolgendo non solo le organizzazioni sindacali, ma anche il sindaco di Dro, che aveva espresso pubblicamente la propria contrarietà all'ospitalità dell'evento, definito come una macchia per l'immagine della comunità locale e per i valori di resistenza e democrazia che storicamente caratterizzano la regione.

Nonostante le proteste e gli appelli degli ultimi giorni, però, il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica ha ribadito che, nel rispetto del quadro costituzionale, non esisteva un fondamento legale sufficiente per emettere un'ordinanza di divieto, a meno che non fossero emersi concreti elementi di pericolo per l'ordine pubblico o di paventata violazione delle leggi antirazziste.

La scelta, quindi, è ricaduta su un dispositivo di gestione del dissenso e di controllo del territorio, con l'obiettivo di contenere le manifestazioni contrapposte entro binari separati e di evitare che la tensione politica accumulata si traducesse in episodi di intolleranza o violenza.

La chiusura della Gardesana e la modifica del percorso del corteo degli oppositori rappresentano, in quest'ottica, le misure più visibili e impattanti di un piano più ampio di ordine pubblico, che includerà anche il monitoraggio costante dei flussi pedonali e l'identificazione di eventuali infiltrati o soggetti segnalati per precedenti reati in manifestazioni di simile natura.

Il dispositivo di sicurezza e le tempistiche della chiusura

La finestra temporale individuata per la chiusura del tratto stradale, dalle 16.30 alle 20 di giovedì 3 settembre, coincide con le ore di maggiore concentrazione della contromanifestazione, che dovrebbe radunarsi proprio nei pressi della rotatoria di Dro per poi snodarsi lungo un itinerario alternativo concordato con le autorità di pubblica sicurezza.

La decisione di limitare l'interdizione a tre ore e mezza, piuttosto che estenderla all'intera giornata, è stata ponderata per bilanciare l'esigenza di sicurezza con la necessità di ridurre al minimo i disagi per i pendolari e per il traffico commerciale che quotidianamente percorre la Gardesana. Per tutto il periodo di chiusura, i mezzi pesanti e i pullman turistici saranno fatti sostare in aree di attesa predisposte nei pressi delle rotatorie, mentre le ambulanze e i mezzi di soccorso potranno transitare, previa autorizzazione e scorta, lungo la corsia riservata ai residenti.

Le forze dell'ordine, già operative sul posto dalle prime ore del mattino, procederanno con operazioni di interdizione progressive e informeranno la popolazione attraverso altoparlanti e sistemi di comunicazione mobile, mentre i comitati organizzatori della contromanifestazione hanno garantito la massima collaborazione per evitare situazioni di stallo o tensioni inutili.

L'intera operazione sarà documentata e monitorata in tempo reale dalla sala operativa della Questura, con l'obiettivo di ripristinare la normale circolazione non appena le condizioni di sicurezza lo consentiranno, senza prolungare oltre il necessario l'isolamento del tratto viario interessato.

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