La contromanifestazione di Pietramurata: duemila persone contro il raduno naziskin "Ritorno a Camelot"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono duemila, forse più, le persone che hanno scelto di riempire le strade di Pietramurata, frazione del comune di Dro, per dire no al raduno "Ritorno a Camelot". L'evento, organizzato dal veneto Fronte Skinhead, si tiene fino al 6 settembre in un hotel della zona, ma la risposta del territorio è stata immediata e bipartisan. Sindacati, associazioni e partiti, compresi esponenti del centrodestra, hanno sfilato compatti per ribadire che il Trentino non è terra di tolleranza verso l'estremismo di matrice neofascista.

Il corteo, partito alle 17, ha percorso le vie del centro con striscioni, bandiere confederali e vessilli pacifisti, in una mobilitazione che ha superato ampiamente le previsioni della vigilia.

La voce della politica e delle istituzioni

Tra i presenti, il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha definito la manifestazione "un messaggio forte" rivolto a chi cerca di riportare nel dibattito pubblico ideologie che la Costituzione ripudia. Dello stesso tenore le parole della sindaca di Dro, Ginetta Santoni, che ha ribadito "con fermezza la propria contrarietà a ogni forma di estremismo", riaffermando "con orgoglio la piena adesione ai principi fondamentali della Costituzione italiana, presidio inalienabile di democrazia, libertà e coesione sociale".

Il segretario della Cgil, Andrea Grosselli, ha invece ricordato come la democrazia non possa essere data per scontata, richiamando l'attenzione sul valore della partecipazione attiva come unico argine contro i rigurgiti del passato.

La testimonianza di Carmen, 90 anni

Tra i volti più emblematici della contromanifestazione, Carmen, novant'anni compiuti e una carrozzina come compagna di viaggio, ha voluto esserci per raccontare ciò che i giovani di oggi, forse, non hanno mai realmente compreso. La sua memoria corre ai tempi della scuola, quando il padre rifiutò di farle indossare la divisa e la maestra, per non rovinare la foto di classe, la nascose in un angolo.

"Non è stato bello", ha detto con voce roca ma ferma, e quel ricordo l'ha accompagnata per tutta la vita, rendendola oggi intransigente verso chi rimpiange quegli anni senza averne mai assaporato l'orrore. "Lascio andare il mondo come deve andare, prima o poi capiranno anche loro qual è la parte giusta", ha aggiunto, con un sorriso che non nascondeva l'amarezza.

Un territorio che si mobilita

L'evento di Pietramurata rappresenta l'ennesimo capitolo di una stagione che vede il Trentino spesso al centro di episodi legati all'estrema destra, ma che altrettanto spesso risponde con una mobilitazione civica trasversale. La presenza del centrodestra nella contromanifestazione, accanto a sindacati e associazioni, ha assunto un valore politico preciso, quasi a voler sancire una linea di demarcazione netta tra il pensiero democratico e qualsiasi suo fraintendimento.

Del resto, il raduno "Ritorno a Camelot", con le sue simbologie e i suoi richiami a un passato che non dovrebbe trovare spazio in una regione come il Trentino, ha innescato una reazione che va oltre le appartenenze, mettendo al centro il valore della memoria e della Resistenza.

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