Raduno neonazista in Trentino, convocato il Comitato sicurezza
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Redazione Interno
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Il possibile raduno neonazista in Trentino previsto nei primi giorni di settembre ha portato il Commissariato del Governo a monitorare la situazione e a raccogliere nuove informazioni in vista di un Comitato per l’ordine e la sicurezza dedicato al caso. L’appuntamento è «Ritorno a Camelot», organizzato dal Veneto Fronte Skinheads e destinato a riunire gruppi e persone provenienti da diversi Paesi europei. Come avviene ogni anno, la località ufficiale dell’evento non viene resa pubblica dagli organizzatori, ma secondo alcune indiscrezioni questa edizione potrebbe svolgersi proprio in Trentino, con Pietramurata, frazione di Dro nell’Alto Garda, indicata come possibile sede.
Ritorno a Camelot, il possibile appuntamento dal 3 al 6 settembre
Le informazioni emerse indicano che il raduno «Ritorno a Camelot» potrebbe svolgersi in Trentino dal 3 al 6 settembre. L’ipotesi ha immediatamente acceso il confronto politico, anche perché l’iniziativa viene descritta come un raduno internazionale di matrice neonazista e fascista. Il Veneto Fronte Skinheads, indicato come organizzatore dell’appuntamento, riunirebbe per l’occasione gruppi provenienti da tutta Europa. L’incertezza sulla sede resta uno degli elementi centrali: il luogo ufficiale non è stato annunciato pubblicamente e Pietramurata viene indicata soltanto sulla base di indiscrezioni, mentre le istituzioni stanno raccogliendo ulteriori elementi sulla possibile presenza dell’evento sul territorio trentino.
La vicenda ha assunto anche una dimensione parlamentare. Angelo Bonelli di Avs ha annunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, mentre nel dibattito vengono richiamati contenuti definiti «apertamente razzisti e antisemiti». L’attenzione non riguarda quindi soltanto la possibile localizzazione del raduno, ma anche la natura dell’iniziativa e i principi che vengono associati all’evento. Sul piano della sicurezza, il Commissariato del Governo sta monitorando quanto sta emergendo e sta acquisendo nuove informazioni in vista della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza dedicata alla questione.
Le richieste del Pd trentino e l’appello alle istituzioni
Dal Partito Democratico del Trentino è arrivata una presa di posizione netta contro il possibile svolgimento del raduno. Il gruppo consiliare ha espresso «sconcerto e ferma condanna» per la notizia dell’organizzazione, nei primissimi giorni di settembre, di un appuntamento internazionale definito di matrice neonazista e fascista. Nella nota diffusa il 27 agosto 2026 viene chiesto al presidente Maurizio Fugatti di intervenire per fermare quello che il Pd considera uno «sfregio» al territorio e alla Costituzione. La protesta politica viene inoltre collegata ai giorni della visita di Mattarella e alle celebrazioni per l’80° dell’Autonomia, circostanze richiamate dallo stesso gruppo democratico nel motivare la propria opposizione.
Anche la deputata del Partito Democratico Sara Ferrari ha rivolto un appello alle istituzioni trentine dopo la notizia del possibile arrivo di «Ritorno a Camelot». Ferrari ha chiesto che non vengano autorizzate manifestazioni apertamente antidemocratiche e capaci, secondo la sua posizione, di veicolare principi neofascisti contrari alla Costituzione. La richiesta si inserisce nello stesso fronte politico che punta a impedire lo svolgimento dell’evento e accompagna il lavoro di verifica avviato sul versante dell’ordine pubblico. Al centro resta la necessità di accertare dove si terrà effettivamente il raduno e quali saranno le decisioni delle autorità competenti dopo la raccolta delle informazioni disponibili.
Il possibile raduno porta il caso sul fronte della sicurezza
Il nodo principale resta dunque il possibile svolgimento del raduno neonazista in Trentino e la risposta delle istituzioni prima delle date indicate per l’evento. Da una parte sono arrivate richieste politiche di blocco e un’interrogazione parlamentare, dall’altra il Commissariato del Governo ha avviato il monitoraggio della situazione in preparazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza. La sede non è stata ufficializzata dagli organizzatori e l’indicazione di Pietramurata, nel territorio di Dro, resta legata alle indiscrezioni circolate. L’attenzione è concentrata sulle informazioni che verranno raccolte e sulle valutazioni delle autorità rispetto a un appuntamento che dovrebbe richiamare in Trentino gruppi neonazisti provenienti da diversi Paesi europei.
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