Raduno neonazista in Trentino, il prefetto convoca il Comitato per la sicurezza. Interrogazione in parlamento: «Contenuti razzisti e antisemiti»
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Redazione Interno
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Ci saranno gruppi di persone provenienti da tutta Europa per il consueto appuntamento con "Ritorno a Camelot", il raduno neonazista organizzato dal Veneto Fronte Skinheads (Vfs). Come accade ogni anno, il luogo ufficiale dell'evento non sarà reso noto pubblicamente, ma questa volta è probabile che ad ospitare l'appuntamento, in programma dal 3 al 6 settembre, sia proprio il Trentino.
Nel dettaglio, secondo alcune indiscrezioni riportate dalla stampa, il luogo individuato dagli organizzatori sarebbe Pietramurata, frazione di Dro situata nell'Alto Garda, anche se al momento si tratta soltanto di un'ipotesi non confermata ufficialmente, sufficiente però ad alzare il livello di attenzione per quanto riguarda i possibili rischi legati alla sicurezza pubblica.
La riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza
A questo proposito, la prefetta Isabella Fusiello ha confermato che nei prossimi giorni si terrà una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, durante la quale verrà affrontata la questione alla presenza del questore di Trento, Nicola Zupo, e della Digos.
La riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica dovrà prendere in considerazione un quadro particolarmente complesso: da un lato, l'arrivo del Capo dello Stato nel capoluogo, previsto per sabato 5 settembre al Teatro Sociale per le celebrazioni dell'80º anniversario dell'Accordo De Gasperi-Gruber; dall'altro, il probabile raduno dei gruppi neonazisti sul territorio provinciale, che potrebbe tenersi proprio nello stesso fine settimana della cerimonia istituzionale. «Alla fine della riunione collegiale capiremo quali misure adottare», ha sottolineato la prefetta Fusiello.
L'attenzione delle autorità è alta non solo per la natura apertamente antidemocratica dell'appuntamento, ma anche per la possibile presenza contemporanea di numerosi militanti dell'estrema destra provenienti da diversi Paesi europei, un elemento che inevitabilmente rende più complessa la preparazione preventiva dei servizi di sicurezza.
L'interrogazione parlamentare di Avs e l'appello della deputata Ferrari
La notizia del probabile raduno in Trentino ha suscitato immediate reazioni politiche. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) e co-portavoce di Europa Verde, ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, chiedendo di fermare l'iniziativa. Secondo quanto riferisce Bonelli, sui social circola da tempo il programma della manifestazione con diversi concerti di gruppi appartenenti alla scena "RAC", acronimo di Rock Against Communism, che propongono contenuti «apertamente nazisti, razzisti, antisemiti e suprematisti».
«Non si tratta di un evento folkloristico, né di libera espressione - ha dichiarato il deputato - è la messa in scena organizzata di ideologie che la nostra Costituzione ripudia esplicitamente». Bonelli ha attribuito la regia dell'iniziativa al network Blood & Honour, un movimento internazionale dell'estrema destra neonazista nato nell'ambiente musicale skinhead, sottoposto a sanzioni per istigazione al terrorismo dal governo inglese, storicamente associato a Combat 18 (C18), la sua fazione paramilitare responsabile di azioni violente.
«Questo raduno va fermato - ha concluso Bonelli - e il ministro Piantedosi faccia il suo dovere in nome della Costituzione italiana».
Sullo stesso fronte si è schierata anche la deputata del Partito Democratico Sara Ferrari, che ha rivolto un appello diretto a tutti i componenti del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica. La parlamentare ha chiesto che non venga autorizzata «alcuna manifestazione o assembramento apertamente e dichiaratamente antidemocratico» che veicoli principi neofascisti contrari alla Costituzione, in qualsivoglia luogo del territorio trentino.
Ferrari ha richiamato la normativa italiana e, in particolare, la legge Scelba e la legge Mancino, ricordando che manifestazioni di matrice neofascista o neonazista possono essere vietate o sottoposte a prescrizioni quando sussistano determinate condizioni legate all'ordine pubblico oppure alla propaganda razzista, all'incitamento all'odio e alla possibile ricostituzione del partito fascista.
«Come potrebbe la questura non vietare un evento organizzato da gruppi che con orgoglio sono dichiaratamente neonazisti, neofascisti, antisemiti e razzisti?», si è domandata la deputata, sottolineando come la concomitanza con la visita del presidente Mattarella renda la vicenda ancora più delicata e «sconcertante».
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