Concordato preventivo biennale, adesioni entro il 2 novembre

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Imprese e professionisti hanno tempo fino al 2 novembre per aderire al Concordato preventivo biennale relativo al periodo 2026-2027, accettando la proposta con cui vengono determinati anticipatamente i redditi rilevanti ai fini fiscali per le due annualità. La scadenza ordinaria è fissata al 31 ottobre, ma quest'anno cade di sabato e viene quindi spostata al primo giorno lavorativo successivo. L'Agenzia delle Entrate ha raccolto le regole aggiornate nella circolare 8/E del 6 ottobre, che recepisce anche le modifiche introdotte dal decreto legislativo 148/2026.

Chi può aderire al concordato 2026-2027

Il meccanismo riguarda i contribuenti che esercitano attività d'impresa, arti o professioni e ai quali si applicano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale, gli Isa. Attraverso il Cpb l'Agenzia formula una proposta per determinare in anticipo il reddito d'impresa o di lavoro autonomo e, quando dovuto, il valore della produzione netta rilevante ai fini Irap. L'accordo riguarda entrambe le annualità e consente quindi al contribuente di conoscere preventivamente la base imponibile concordata sulla quale applicare la tassazione prevista dalla disciplina.

L'accesso è subordinato al rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. Tra questi rientra la situazione dei debiti tributari e contributivi definitivamente accertati: il contribuente può comunque entrare nel regime quando il debito residuo complessivo, comprensivo di interessi e sanzioni, è inferiore a 5.000 euro, mentre non vengono conteggiati gli importi interessati da sospensione o da una rateazione ancora regolarmente in corso. Le nuove disposizioni precisano inoltre che un'adesione effettuata senza possedere i requisiti richiesti è priva di effetti.

Le nuove regole sulle cause di esclusione

Lo stesso principio viene applicato alle cause che impediscono l'accesso al patto fiscale: se una di queste condizioni è presente, l'adesione non produce effetti. La disciplina considera, tra gli altri casi, la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi in almeno uno dei tre periodi d'imposta precedenti quando esisteva l'obbligo di presentarla. È prevista anche l'esclusione quando, nell'anno precedente al biennio concordato, redditi esenti, esclusi o non concorrenti alla base imponibile superano il 40% del reddito derivante dall'attività d'impresa o professionale.

Le modifiche intervengono anche sulle regole relative a società, associazioni e professionisti. Nel rinnovo vengono salvaguardate alcune variazioni della compagine sociale dovute all'ingresso di soci o associati che nell'anno precedente abbiano percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati, oppure redditi d'impresa o di lavoro autonomo non superiori complessivamente a 35.000 euro. Per alcune forme di esercizio associato della professione assume inoltre rilievo la riconducibilità dell'attività economica al medesimo indice Isa applicato dal singolo contribuente.

I benefici aggiuntivi per chi conferma il patto con il Fisco

Il decreto correttivo introduce vantaggi specifici per chi rinnova il Concordato preventivo biennale. Tra questi figura l'esonero dal visto di conformità per compensare crediti Iva fino a 100.000 euro annui e crediti relativi alle imposte dirette e all'Irap fino a 70.000 euro. Per i rimborsi Iva viene inoltre previsto l'esonero dal visto o dalla garanzia entro la soglia annuale di 100.000 euro, mentre i termini di decadenza dell'attività di accertamento vengono anticipati di due anni nei casi disciplinati dalla norma.

Per il biennio interessato dalle nuove regole, chi rinnova ottiene anche un beneficio sui pagamenti rateali: sulle rate delle imposte relative alle annualità concordate non sono dovuti interessi. Un'altra modifica riguarda il calcolo degli acconti, perché nel caso di rinnovo non trovano applicazione le maggiorazioni previste dalla disciplina ordinaria del Cpb per il primo accesso. Le agevolazioni introdotte dal decreto legislativo correttivo si applicano a partire dal periodo d'imposta 2026-2027.

La circolare chiarisce infine il trattamento degli errori nei dati utilizzati per costruire la proposta. Se il contribuente modifica o integra la dichiarazione per correggere ricavi, compensi o altri elementi comunicati al Fisco, il reddito o il valore della produzione concordati vengono rideterminati sulla base dei dati corretti. Le sanzioni collegate alle violazioni possono essere regolarizzate attraverso il ravvedimento operoso secondo le condizioni previste dalla disciplina tributaria.

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