Il concordato preventivo biennale, tra adesioni e chiarimenti sui benefici

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Strumento cardine della recente riforma fiscale, il concordato preventivo biennale si propone di instaurare un rapporto più collaborativo e prevedibile tra il fisco e i contribuenti, i quali, sottoscrivendo un accordo vincolante per un periodo di due anni, possono programmare i propri obblighi con maggiore certezza. Sebbene i dati preliminari sulle adesioni per il prossimo biennio sembrerebbero indicare una certa ritrosia da parte degli operatori, è attraverso i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate che se ne cominciano a delineare con più precisione i contorni e le potenzialità, le quali appaiono tutt'altro che marginali per chi decida di aderirvi.

Requisiti e meccanismo di funzionamento

L'accesso a questo particolare regime, che non a caso viene definito "preventivo", è subordinato al possesso di requisiti stringenti, tra i quali spiccano l'aver applicato correttamente gli studi di settore nel periodo precedente e l'assenza di debiti fiscali o contributivi definitivamente accertati. Si tratta di condizioni che, da un lato, mirano a selezionare contribuenti già in larga parte virtuosi e, dall'altro, garantiscono all'amministrazione finanziaria una base dichiarativa sostanzialmente affidabile, sulla quale costruire un dialogo finalizzato a prevenire future controversie.

Il chiarimento sull'esonero dal visto di conformità

Proprio nell'ottica di premiare questa virtù, uno dei benefici più significativi consiste nell'esonero dall'apposizione del visto di conformità per la compensazione di crediti IVA infrannuali, fino a un limite di settantamila euro per ogni anno. La recente FAQ pubblicata dall'Agenzia delle Entrate ha fatto piena luce sulle tempistiche di questo vantaggio, specificando che la sua applicazione è differita al biennio successivo rispetto a quello in cui si perfeziona l'adesione. Ne consegue che un'impresa la quale abbia sottoscritto il concordato nel 2024, ad esempio per il biennio 2024-2025, potrà iniziare a godere dell'esonero soltanto a partire dal 2025, estendendone i effetti per tutto il 2026.

Un'analisi delle potenzialità dello strumento

Questa dilazione temporale, che potrebbe inizialmente apparire come un elemento di complessità, delinea in realtà la natura premiale e di medio periodo del concordato, il cui scopo ultimo va ben oltre la mera risoluzione di contenziosi esistenti. L'obiettivo, piuttosto, è quello di creare un circolo virtuoso in cui la certezza del rapporto con l'erario, unita a semplificazioni amministrative concrete, incentivi i contribuenti a mantenere un comportamento corretto e trasparente. La riduzione degli adempimenti burocratici, seppur condizionata e non immediata, rappresenta un tangibile alleggerimento del carico per le imprese, che possono così destinare risorse altrove.

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