Campo Imperatore, cinque metri di neve che riscrivono il paesaggio: i piloni delle seggiovie sommersi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ciclone Erminio si è allontanato, lasciando dietro di sé – come una firma indelebile e ingombrante – un quadro che sfida ogni memoria meteorologica recente. Sull’Appennino centrale, e in particolare sul Gran Sasso e sulla Maiella, le quantità di neve accumulate raggiungono livelli eccezionali, un’anomalia che sarebbe stata clamorosa persino a gennaio, figurarsi in questa primavera ormai avanzata. Eppure, a Campo Imperatore, a quota 2.100 metri, il termometro della normalità è saltato.

La webcam che non mente: il prima e il dopo diventa documento

Le immagini più impressionanti arrivano da una webcam fissa, uno di quegli occhi elettronici che di solito si limitano a raccontare la routine delle stagioni. Stavolta hanno registrato una metamorfosi radicale: cinque metri di neve hanno cambiato volto al pianoro, seppellendo strutture che, fino a pochi giorni prima, svettavano senza fatica. È il caso dei piloni della seggiovia Scindarella – il primo, alto circa quattro metri, risulta completamente sommerso – e degli stessi sostegni dell’impianto Fontari, che emergono a malapena per un tratto irrisorio. La neve, insomma, non si è limitata a imbiancare: ha cancellato, coperto, riscritto.

Pasquetta con gli sci, ma dopo giorni di blocco totale

Nonostante l’ondata di maltempo che ha messo in ginocchio il comprensorio aquilano, la stazione sciistica di Campo Imperatore ha riaperto proprio nel lunedì di Pasquetta, con l’impianto delle Fontari nuovamente operativo. Durante le festività pasquali, però, il Centro Turistico del Gran Sasso aveva dovuto disporre la chiusura totale: gli impianti erano rimasti bloccati, letteralmente ingabbiati da una nevicata la cui violenza ha sorpreso anche i gestori più esperti. La riapertura, dunque, non cancella ciò che è accaduto, ma anzi rende più tangibile lo sforzo per riportare in funzione ciò che per giorni è rimasto sepolto.

Seggiovie sepolte e un paesaggio irreale tra i raggi di sole

Con l’allontanamento della tempesta, a Campo Imperatore è tornato il sole. E proprio quella luce – che di solito restituisce nitidezza alle montagne – ha finito per esaltare l’incredibile: i piloni degli impianti di risalita emergono come relitti da un mare bianco, sommersi per diversi metri. Le foto diffuse da Gianluca Museo, amministratore unico del Centro turistico Gran Sasso, mostrano una situazione che le guide locali definiscono di rarità assoluta: nemmeno nei peggiori inverni, dicono, si era assistito a una tale potenza accumulo fuori stagione. Non è “tanta neve” e basta: è un evento che ha riscritto temporaneamente la geografia del luogo, con i cavi delle seggiovie che partono quasi da una superficie che non dovrebbe essere lì, a primavera inoltrata.

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