La voce di Hind Rajab agli Oscar, l'attore Motaz Malhees non potrà essere presente: gli Stati Uniti gli hanno negato l'ingresso
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A poche ore dalla cerimonia di consegna dei Premi Oscar, che si terrà a Los Angeles nella notte italiana tra il 15 e il 16 marzo, una notizia giunta dai canali social dell'attore Motaz Malhees getta un'ombra sulla partecipazione del cast del film candidato nella categoria dedicata al miglior film internazionale. Malhees, che interpreta uno dei ruoli principali ne La voce di Hind Rajab, opera della regista tunisina Kaouther Ben Hania già insignita del Leone d'Argento all'82esima Mostra del Cinema di Venezia, ha infatti comunicato ai suoi follower di non poter prendere parte all'evento. Il motivo, come ha tenuto a precisare nel suo messaggio pubblicato su Instagram, risiede in un diniego da parte delle autorità statunitensi, che non gli avrebbero concesso l'ingresso nel paese.
Il peso di un passaporto: la dichiarazione social dell'attore
"Non mi è permesso entrare negli Stati Uniti perché sono un cittadino palestinese. Fa male, ma questa è la verità": con queste parole, dense di un'amarezza che traspare oltre lo schermo, Malhees ha rotto il silenzio a ridosso dell'evento più atteso dell'anno cinematografico. L'attore, nel suo post, non ha solo certificato la sua assenza fisica, ma ha voluto lanciare un messaggio che trascende la mera cronaca mondana, affermando come si possa "bloccare un passaporto" ma non certo una voce. La sua, ha aggiunto, è quella di un palestinese che resta "in piedi con orgoglio e dignità", promettendo di esserci con lo spirito e sottolineando come la loro storia, quella raccontata nel film, sia più grande di qualsiasi ostacolo e destinata a essere ascoltata.
La genesi del provvedimento e la pellicola candidata
La decisione che ha impedito a Malhees di volare a Los Angeles si inserisce in un quadro normativo preciso, risalente allo scorso dicembre, quando l'amministrazione guidata da Donald Trump ha emanato una proclamazione volta a restringere l'ingresso di cittadini stranieri in possesso di documenti di viaggio rilasciati o avallati dall'Autorità Nazionale Palestinese. Un provvedimento che, citando ragioni di sicurezza, ha di fatto bloccato l'attore, il quale – a differenza di altri membri del cast che pure hanno cittadinanza palestinese ma possiedono passaporti differenti – si è visto precludere la partecipazione alla notte degli Oscar. La pellicola per la quale Malhees avrebbe dovuto camminare sul tappeto rosso, La voce di Hind Rajab, è un'opera che ricostruisce con dolorosa accuratezza gli ultimi momenti di vita della piccola Hind, una bambina di soli cinque anni rimasta uccisa a Gaza nel gennaio del 2024. La sua storia, emersa dalle registrazioni audio delle disperate chiamate ai soccorsi della Mezzaluna Rossa, è diventata il simbolo di una tragedia che ha scosso le coscienze a livello globale, e il film della Ben Hania ha il merito di averle ridato voce, intrecciando documentario e finzione per raccontare le due ore in cui la piccola rimase intrappolata in un'auto, circondata dai corpi senza vita dei suoi familiari.
Le reazioni e il contesto di un'assenza che parla
La notizia dell'impedimento, divulgata a ridosso della cerimonia, ha immediatamente suscitato una ondata di solidarietà tra i follower dell'attore e non solo, riportando l'attenzione sulle difficoltà che spesso accompagnano le produzioni legate a tematiche delicate e attuali. Del resto, come ricordato da più parti, lo stesso film aveva già incontrato ostacoli sul suolo americano: prima di riuscire a ottenere la nomination, la pellicola aveva faticato a trovare un distributore negli Stati Uniti, con molte case di distribuzione timorose di affrontare le polemiche e le possibili ripercussioni in un clima politico e culturale estremamente polarizzato. L'assenza forzata di Malhees, quindi, non fa che aggiungere un ulteriore tassello a una vicenda che, pur nella sua specificità, appare emblematica di un certo clima culturale.
La cerimonia e il significato di una presenza immateriale
Domani sera, quando al Dolby Theatre di Los Angeles verranno aperte le buste che sveleranno il vincitore del premio per il miglior film internazionale, Motaz Malhees non sarà seduto in platea. La sua poltrona resterà vuota, ma la sua assenza – paradossalmente – potrebbe parlare più di qualsiasi presenza fisica. Il film, che vede nel cast anche attori del calibro di Saja Kilani e Amer Hlehel, porta avanti la sua corsa, forte del riconoscimento ricevuto alla Mostra del Cinema di Venezia, dove raccolse ventitré minuti di applausi. Resta da vedere se l'Academy, di fronte a una storia così potente e a un cast mutilato nella sua rappresentanza, premierà un'opera che della voce e della sua insopprimibilità ha fatto il proprio cardine narrativo. Nel frattempo, le parole di Malhees continuano a riecheggiare: il suo spirito, come ha promesso, sarà lì con La voce di Hind Rajab, a ricordare a tutti che ci sono muri che non potranno mai fermare completamente una storia che il mondo deve ascoltare.




