È morta Enrica Bonaccorti, la signora della tv che trasformò la vita in racconto
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Se n’è andata stanotte, a Roma, all’età di settantasei anni, Enrica Bonaccorti, e l’Italia del piccolo schermo perde una delle sue figure più autentiche e poliedriche. La notizia, diffusa nella mattinata di giovedì 12 marzo 2026 dai familiari, ha aperto un vuoto nel panorama dello spettacolo italiano, un vuoto che porta la forma di una donna capace di attraversare cinquant’anni di televisione, radio, teatro e letteratura senza mai perdere quella cifra stilistica che la contraddistingueva: una colloquialità elegante, unita a un’ironia tagliente ma mai volgare. La causa del decesso, come era purtroppo noto da mesi, è un tumore al pancreas, la stessa malattia che aveva già colpito persone care al mondo dello spettacolo come l’amica Eleonora Giorgi, e contro la quale la Bonaccorti aveva deciso di combattere a viso aperto, trasformando il suo dolore in una narrazione pubblica priva di autocommiserazione.
Nata a Savona nel 1949, figlia di un ufficiale di polizia ed ex partigiano, la sua infanzia fu un peregrinare tra Genova e Sassari, prima dell’approdo definitivo nella Capitale, dove la sua carriera prese il via dal teatro accanto a giganti come Domenico Modugno. In pochi sanno, forse, che la sua penna ha firmato testi di canzoni indimenticabili: è sua, ad esempio, l’idea originaria de La lontananza, quel “vento che spegne i fuochi piccoli e accende quelli grandi” che Modugno rese immortale, nata da un vecchio diario di adolescente e scritta su fogli di carta intestata di un albergo di Cuneo. Questo talento per la parola, precisa e cesellata, la portò presto davanti alle telecamere: dopo l’esordio nel 1978 con Il sesso forte, il successo vero arrivò negli anni Ottanta con contenitori preserali come Italia sera e, soprattutto, con Pronto, chi gioca?, dove conquistò il pubblico con una conduzione moderna, fatta di ritmo e complicità con i telespettatori.
La sua vita privata, del resto, è sempre stata sotto i riflettori quasi quanto quella professionale, e non per una banale ricerca di popolarità, ma perché le sue storie d’amore avevano spesso il sapore delle favole moderne o, talvolta, dei drammi shakespeariani. Dalle amicizie particolarmente intense con Renato Zero – che proprio pochi giorni fa, durante un concerto, ha voluto dedicarle un pensiero pubblico, interrompendo lo show per dire: “Devo dare un abbraccio a una donna e voi capite il perché” – ai flirt con Michele Placido, fino al matrimonio con Daniele Pettinari, da cui nacque l’amatissima figlia Verdiana. Ma la liaison che fece più scalpore, quella che per anni alimentò le cronache rosa e i flash dei paparazzi, fu senza dubbio la relazione con il principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, conosciuto sulla Costa Azzurra: un amore travolgente, nonostante i tredici anni di differenza e i pregiudizi di una famiglia reale che mal digeriva la presenza di un’artista divorziata al proprio fianco.
Proprio in quegli anni, complice forse anche la volontà di vivere con maggiore riservatezza quel sentimento, la Bonaccorti prese le distanze per un periodo dagli impegni televisivi più gravosi, salvo poi tornare alla ribalta nel 1991 con un programma che avrebbe segnato un’epoca: Non è la Rai. Quella prima edizione, condotta insieme a una giovanissima Yvonne Sciò e ad Antonella Elia, rappresentò una rivoluzione nel linguaggio televisivo, e non è un caso che proprio Yvonne Sciò, appresa la notizia della scomparsa, l’abbia voluta ricordare all’Adnkronos con la voce rotta dalle lacrime, parlando della sua “gentilezza” e della sua “anima pulita”, definendo quei mesi trascorsi insieme come “un pezzo della mia vita” che resterà per sempre. Il percorso artistico di Enrica non si esaurì certo con quell’esperienza: seguirono Cari genitori, Seratissima, il ritorno in radio con Chiamate Roma 3131, e una prolifica attività di scrittrice e opinionista, coronata da premi prestigiosi come tre Telegatti e il Guidarello d’oro per il giornalismo.




