Dal laboratorio al mercato: la Regione Lazio stanzia 15 milioni per le startup dell’innovazione
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Redazione Economia
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L’ecosistema dell’innovazione laziale si arricchisce di nuove e significative opportunità grazie a un pacchetto di misure varato dalla Regione, che ha deciso di stanziare complessivamente 15 milioni di euro per sostenere la nascita e il consolidamento di startup ad alto contenuto tecnologico. L’iniziativa, presentata nei giorni scorsi presso l’auditorium del MAXXI di Roma, si articola in due distinti avvisi pubblici — “Preseed” e “Technology Transfer Lazio” — pensati per intercettare le esigenze di imprenditori e ricercatori in diverse fasi del percorso di crescita, con l’obiettivo dichiarato di trasformare la ricerca scientifica in concreto valore produttivo -1.
Preseed, il trampolino di lancio per le imprese innovative in fase nascente
Il primo pilastro di questa strategia, la misura Preseed, dispone di una dotazione di 3 milioni di euro ed è specificamente dedicato a sostenere la fase più delicata della vita di un’impresa, quella dell’avvio. Possono accedere ai contributi le startup innovative costituite da non più di trentasei mesi, ma anche le società non ancora costituite, le quali, però, qualora ammesse al finanziamento, dovranno perfezionare il loro atto costitutivo entro il termine perentorio di quarantacinque giorni -1. Il cuore dell’incentivo è un contributo a fondo perduto, parametrato agli apporti di capitale destinati all'avvio dell'attività; la cifra può arrivare fino a un massimo di 145mila euro, specialmente se l’apporto proviene da investitori terzi e indipendenti, circostanza che consente di raddoppiare l’importo erogabile rispetto all’investimento privato -3. La selezione delle domande, che potranno essere presentate a partire dal 19 marzo 2026 tramite la piattaforma GeCoWEB Plus, avverrà con procedura valutativa “a sportello”, seguendo dunque l’ordine cronologico di arrivo fino all’esaurimento delle risorse disponibili -1.
Technology Transfer Lazio, quando la ricerca incontra il mercato
Ben più sa, con una dotazione di 12 milioni di euro, è la seconda misura denominata “Technology Transfer Lazio”, la quale si rivolge a un target differente e complementare: i team di ricerca e le startup che lavorano su tecnologie cosiddette "deep tech", ovvero quelle nate dalla ricerca più avanzata e che hanno già superato la fase di test in laboratorio, raggiungendo un livello di maturità tecnologica tale da poter essere introdotte sul mercato -1. Il programma, che rappresenta la prima di quattro edizioni previste, ha una durata di dieci mesi e si articola in un percorso strutturato di formazione, sviluppo del modello di business e accompagnamento agli investitori. Possono candidarsi i team di ricercatori composti da almeno tre persone e le startup già iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese, con finestra per la presentazione delle domande che si aprirà il 2 marzo 2026 per chiudersi il successivo 5 giugno -3.
Il sostegno economico previsto da “Technology Transfer Lazio” è particolarmente articolato e prevede diversi livelli di intervento: un premio iniziale di 40mila euro per avviare la fase di formazione e ideazione del modello imprenditoriale; un successivo contributo a fondo perduto, che può arrivare fino a 110mila euro, per supportare le attività della fase conclusiva del percorso; e, per almeno due dei progetti giudicati più promettenti, è previsto addirittura un investimento in quasi-equity fino a 400mila euro, erogato attraverso l’apposito fondo regionale TT Venture Lazio -1. Durante la presentazione, la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, ha sottolineato come questi interventi, realizzati attraverso la società in-house Lazio Innova e inseriti nel Programma Regionale FESR 2021–2027, mirino a consolidare il ruolo del Lazio come polo tecnologico di primo piano in Italia, forte di un tessuto produttivo che conta già oltre 1.500 startup e imprese innovative e di un importante fondo di venture capital da circa 140 milioni di euro -1-3.
Le due misure, nel loro insieme, offrono dunque un ventaglio di opportunità che spazia dal semplice contributo a fondo perduto per l'avvio, fino a complessi interventi di capitale di rischio, passando per un ampio spettro di servizi di mentorship e accompagnamento specialistico. L'obiettivo, evidente nell'architettura dei due bandi, è quello di coprire l'intera filiera dell'innovazione: dal ricercatore con un'idea validata in laboratorio, all'imprenditore che cerca le prime risorse per trasformare un brevetto in un'impresa capace di reggere il confronto con i mercati globali.




