La crisi del distretto moda emiliano-romagnolo: la Regione stanzia 45 milioni per il rilancio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un freddo gennaio bolognese ha fatto da sfondo a un confronto tanto atteso quanto necessario, quello del Tavolo regionale permanente della moda, chiamato a diagnosticare le sofferenze di un comparto tradizionalmente trainante. I numeri presentati, che qualcuno ha definito senza mezzi termini «a tinte fosche», fotografano infatti una situazione critica per il 2025, con la produzione in netto calo e le esportazioni in picchiata, tanto che la provincia di Rimini ha registrato un crollo delle vendite all'estero superiore al 16 per cento. La contrazione, del resto, non è un fenomeno solo locale ma riflette un andamento nazionale complessivamente negativo, come confermato dalle stime sul tessile italiano, il cui fatturato è previsto attestarsi su 6,9 miliardi di euro con un segno meno dell'1,5 per cento.

La morsa sulla manifattura: dalle microimprese ai grandi brand

Ciò che emerge con chiarezza dai dati è come la crisi non faccia distinzioni, stringendo nella sua morsa sia la fitta rete di piccoli laboratori artigiani, vero e proprio patrimonio di know-how del territorio, sia i grandi marchi che hanno reso celebre il "Made in" emiliano-romagnolo nel mondo. La flessione dell'export, stimata a livello nazionale in un ulteriore 1,5 per cento per scendere a 3,73 miliardi, si accompagna peraltro a un dato inversamente proporzionale sulle importazioni, attese in crescita del 2,6 per cento, sintomo di una competitività sotto pressione in un mercato globale in continua e tumultuosa evoluzione.

Il piano da 45 milioni: tra innovazione tecnologica e sostegno diretto

Di fronte a questo scenario, l'amministrazione regionale ha deciso di non restare a guardare, varando un so piano di investimenti da 45 milioni di euro per il nuovo anno. «Assicuriamo ogni sforzo a sostegno delle imprese del territorio», ha dichiarato il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, al termine dei lavori del Tavolo. La strategia delineata punta a una transizione sostenibile che coinvolga tutti gli operatori della filiera, identificando alcuni assi portanti d'intervento: dagli investimenti in tecnologie avanzate, indispensabili per rafforzare competitività e innovazione, al sostegno specifico per le microimprese, fino alla diversificazione dei canali di vendita e all'offerta di servizi sempre più personalizzati.

Sostenibilità e formazione: le leve per un nuovo modello

La sostenibilità, in particolare, non viene intesa come un mero adempimento ma come una leva strategica per ripensare l'intero modello produttivo. A questo si affianca, come pilastro altrettanto cruciale, l'impegno a «continuare a investire sulla formazione», per garantire quel ricambio generazionale e quell'alta specializzazione senza i quali nessun rilancio sarebbe possibile. Il piano regionale, pertanto, si propone di agire simultaneamente sul breve termine, fornendo ossigeno finanziario a un settore in affanno, e sul lungo periodo, lavorando per costruire le fondamenta di una moda più innovativa, digitale e responsabile, capace di riconquistare quote di mercato.

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