La FIA chiarisce il caso motori e la situazione della power unit Mercedes tra polemiche e ricorsi
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Redazione Sport
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La vigilia del nuovo campionato di Formula 1, che prenderà il via tra poco più di due settimane dal Gran Premio d’Australia a Melbourne, è stata inevitabilmente dominata dalle polemiche tecniche legate all’interpretazione del nuovo regolamento motori, con la power unit Mercedes finita al centro di un acceso dibattito che ha coinvolto i vertici della Federazione e i team rivali. A fare chiarezza sulla questione, cercando di ridimensionare quella che rischiava di trasformarsi in una querelle infinita, è intervenuto direttamente Nicholas Tombazis, direttore tecnico della FIA per le monoposto, il quale ha voluto sottolineare come la portata del caso sia stata forse amplificata oltre misura rispetto alla sua reale consistenza tecnica e regolamentare -1. Il nodo della disputa, come ormai noto, riguarda il rapporto di compressione del motore endotermico fissato a 16:1, un limite che alcuni costruttori concorrenti, in particolare Audi, Ferrari e Honda, sospettano sia stato aggirato dalla scuderia di Brackley grazie a una soluzione ingegnosa che permetterebbe di mantenere i parametri nella norma durante i controlli statici a freddo, ma di incrementare la compressione una volta che l’unità raggiunge le temperature di esercizio, guadagnando così potenza aggiuntiva -3.
La posizione ufficiale della Federazione e le procedure di verifica
Tombazis, nel suo intervento volto a smorzare i toni, ha tenuto a precisare un aspetto fondamentale che era stato forse travisato nelle concitate settimane di trattative e riunioni: la FIA non ha mai ufficialmente sostenuto che alcun team stesse operando al di fuori della legalità, ma piuttosto che ci si trovava di fronte a una zona grigia del regolamento, un’interpretazione che necessitava di essere chiarita per evitare future contestazioni -1. "Se qualcuno non rispetta le regole non ci sono discussioni", ha esordito il tecnico greco, "si è parlato molto di questo argomento, ma la FIA non ha mai preso posizione sostenendo che qualcuno sta facendo qualcosa di illegale", un tentativo evidente di riportare la discussione su un binario più tecnico e meno conflittuale -5. La Federazione, consapevole della disparità di forze in gioco – con migliaia di ingegneri impegnati dai team contro un manipolo di tecnici della stessa FIA – ha riconosciuto che è inevitabile che emergano interpretazioni al limite durante un cambiamento regolamentare così epocale, e per questo ha proposto una modifica che sarà sottoposta al voto dei costruttori di power unit, con l'obiettivo di misurare la compressione anche a una temperatura rappresentativa di 130 gradi centigradi e non solo a quella ambiente -3.
La reazione di Toto Wolff tra difesa e provocazioni
La risposta del team principal della Mercedes, Toto Wolff, non si è fatta attendere e, come suo stile, è apparsa piuttosto decisa e al contempo pungente nei confronti di chi ha sollevato il caso, definendo "stronzate" le accuse di irregolarità mosse contro la power unit di Brixworth e sottolineando come l'intero progetto sia stato sviluppato in piena trasparenza e con il costante coinvolgimento della Federazione -2. Durante una conferenza stampa a margine dei test in Bahrain, il manager austriaco ha voluto ribadire con forza la regolarità della soluzione tecnica adottata, respingendo al mittente le insinuazioni secondo cui la benzina fornita dalla Petronas non sarebbe stata ancora omologata per la gara d'esordio, e spingendosi in un acceso sfogo a citare sarcasticamente persino i cosiddetti "Epstein files" per sottolineare l'assurdità delle continue accuse che piovono sulla sua squadra -2 -10. Pur nella sua veemente difesa, Wolff ha però mostrato un'apertura alla possibilità di un cambiamento delle regole, dichiarando che la battaglia non vale la pena di essere combattuta a oltranza e che, se la maggioranza riterrà opportuno modificare i criteri di misurazione dal primo agosto, la Mercedes si adeguerà senza particolari problemi, un atteggiamento che lascia intendere come il vantaggio eventualmente accumulato possa essere stato già sufficiente per la prima parte di stagione -10.
Lo scenario in pista e le gerarchie emergenti
Mentre le schermaglie politiche infiammano il paddock, in pista i test prestagionali in Bahrain stanno restituendo un quadro tutt'altro che scontato delle reali forze in gioco, con i tempi e le simulazioni di gara che raccontano una verità forse diversa rispetto ai pronostici della vigilia. Contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, la Mercedes non sembra dominare incontrastata e anzi, le prime evidenze cronometriche e i dati GPS raccolti in pista suggeriscono che la Red Bull, con il suo nuovo propulsore realizzato in casa e supportato da Ford, abbia letteralmente "spaccato il cronometro", mettendo a terra una potenza e una gestione dell'energia che hanno impressionato gli stessi rivali -4. George Russell, pilota della Mercedes, ha parlato apertamente di un "reality check" per il suo team, ammettendo che la scuderia austriaca, nonostante sia un costruttore motoristico al debutto, è al momento la squadra da battere, con un vantaggio stimato nell'ordine di alcuni decimi al secondo in fase di spinta, un margine non indifferente che ha sorpreso persino i diretti interessati in Red Bull, i quali però, fedeli alla tradizione, cercano di ridimensionare il tutto -4 -8.




