Federico Dimarco e la Rai nel mirino: la replica secca sull’esultanza che infiamma la vigilia di Bosnia-Italia
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Redazione Sport
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A pochi giorni dalla sfida decisiva di Zenica, quella che vale un posto al Mondiale dopo dodici anni di assenza, il clima intorno alla Nazionale si è improvvisamente surriscaldato per un motivo che poco ha a che fare con le gerarchie tattiche di Gattuso o con le condizioni del terreno di gioco. Sono quelle immagini lì, trasmesse dalla Rai al termine della gara con l’Irlanda del Nord, a tenere banco: i volti sorridenti di Federico Dimarco, insieme ad alcuni compagni, mentre seguivano la finale dei rigori tra Galles e Bosnia ed esultavano per la qualificazione di questi ultimi. Una reazione, giudicata in Balcani come un atto di arroganza, che ha costretto l’esterno dell’Inter a interrompere il silenzio nella conferenza stampa di Coverciano per mettere i puntini sulle “i”.
Dimarco ha parlato chiaro, ricostruendo quei momenti con la precisione di chi sa quanto il contesto possa essere ingannevole. “È stata una reazione istintiva – ha spiegato il giocatore – guardavamo i calci di rigore tra compagni, con amici e familiari presenti”. L’accusa di presunzione, quella che gli è stata riversata addosso in queste ore, è stata respinta al mittente con un argomento che fa leva proprio sulla storia recente degli Azzurri: “Non so con che diritto qualcuno potrebbe ritenerci arroganti, dato che manchiamo l’appuntamento con i Mondiali dal 2014”. A impreziosire la sua versione, il dettaglio non trascurabile del rapporto personale con Edin Dzeko, l’attaccante della Bosnia con cui ha condiviso lo spogliatoio dell’Inter e al quale, a freddo, ha inviato un messaggio di congratulazioni.
Se il tentativo del calciatore è stato quello di abbassare la tensione, spostando l’attenzione sul valore sportivo della sfida, il dibattito si è rapidamente allargato fino a investire le responsabilità del servizio pubblico. A sollevare il polverone, con un intervento che ha fatto discutere, è stato il direttore di TeleLombardia Fabio Ravezzani. Attraverso il suo profilo social, Ravezzani ha infatti stigmatizzato la gestione della vicenda, sostenendo che la Rai avrebbe fatto meglio a non diffondere quelle immagini, definite “rubate” e utili esclusivamente ad alimentare polemiche sterili. Un attacco frontale alla televisione di Stato, accusata da Ravezzani di aver scavalcato il confine tra informazione e gossip: “Rai non è un sito scandalistico” ha tuonato il giornalista, mentre il calciatore stesso aveva già sottolineato, a sua volta, la scarsa correttezza di essere stato ripreso in un momento privato, circondato da affetti personali.
In questo clima di tensione, la preparazione della partita prosegue tra le difficoltà oggettive dettate dal meteo e le scelte tecniche che Gattuso dovrà compiere. A Sarajevo nevica e il campo dello stadio Bilino Polje di Zenica si presenta in condizioni proibitive, tanto che la Figc ha preferito rimandare la partenza degli Azzurri al tardo pomeriggio di lunedì per cercare di preservare le gambe dei giocatori. Il piccolo impianto, scelto dal ct Sergej Barbarez proprio per la sua conformazione “intimidatoria” con le tribune vicine al campo, rappresenta di per sé un ostacolo, anche se la capienza è stata ridotta a 8.800 spettatori a causa di una sanzione Fifa per i disordini nella gara contro la Romania.
L’attacco azzurro e le parole dei telecronisti: il nodo Retegui e l’idea di Pio Esposito
Mentre fuori dal campo si discute di rispetto e inquadrature, all’interno di Coverciano si lavora per trovare la quadratura offensiva. A gettare un sasso nello stagno ci hanno pensato, dalle frequenze di Radio Deejay, due delle voci più autorevoli del calcio italiano. Fabio Caressa e Ivan Zazzaroni hanno infatti anticipato quello che potrebbe essere lo spartito tattico della Nazionale per il match decisivo. Caressa, sempre incline al gioco di squadra, ha ipotizzato un risultato largo (“Vince 1-3 l’Italia”) azzardando persino l’autore della rete, indicando in Pio Esposito il finalizzatore su assist di Palestra.
Più articolato, e incentrato sullo stato di forma dei singoli, il ragionamento di Zazzaroni. Secondo il direttore del Corriere dello Sport, le condizioni fisiche di Mateo Retegui rappresentano un punto interrogativo importante: “Credo che Esposito giocherà dal primo minuto, perché Retegui lo vedo maluccio da tempo. Si è anche allenato da solo per recuperare la condizione, ma credo che poi siano più compatibili Esposito e Kean”. Un suggerimento, quello del cambio di assetto in avanti, che arriva proprio mentre la vigilia si fa più rovente e la squadra si appresta a scendere in campo in un ambiente che, complice il battage mediatico sull’esultanza, promette di essere ostile.




