Acqua potabile contaminata in Italia, l'allarme di Greenpeace
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Redazione Interno
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L'ultima indagine condotta da Greenpeace ha rivelato una situazione allarmante riguardo alla qualità dell'acqua potabile in Italia. Secondo i dati raccolti, il 79% dei campioni analizzati contiene sostanze poli- e per-fluoroalchiliche (PFAS), composti chimici noti per la loro pericolosità per la salute umana. Queste sostanze, infatti, possono causare danni al fegato, malattie della tiroide, obesità, problemi di fertilità e, in alcuni casi, cancro.
La presenza di PFAS nell'acqua potabile è un problema diffuso in tutto il territorio nazionale, con le maggiori criticità riscontrate nelle regioni del Centro-Nord e in Sardegna. In particolare, la Lombardia è una delle aree più colpite, nonostante le rassicurazioni delle autorità locali sulla situazione sotto controllo. Tuttavia, i dati di Greenpeace mostrano che anche in questa regione sono presenti tracce significative di questi composti.
La direttiva europea, che entrerà in vigore tra un anno, stabilisce che la concentrazione di PFAS nell'acqua potabile non può superare i cento nanogrammi per litro. Tuttavia, l'indagine di Greenpeace evidenzia come molte aree del paese non rispettino ancora questi limiti, esponendo milioni di cittadini a rischi per la salute. Le sostanze chimiche in questione sono estremamente dannose e bioaccumulabili, il che significa che tendono ad accumularsi nel corpo umano nel tempo, aumentando il rischio di gravi patologie.
Tra le città con l'acqua potabile più inquinata in Toscana, Lucca emerge come una delle peggiori. La situazione è particolarmente preoccupante, considerando che la Toscana è una delle regioni con i livelli più alti di contaminazione da PFAS in Italia.




