PFAS nell'acqua potabile, la situazione in Italia
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Redazione Interno
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L'assessore all'Ambiente del Comune di Faenza, Luca Ortolani, è intervenuto recentemente in merito allo studio pubblicato da Greenpeace sulla presenza di PFAS nelle acque potabili. I PFAS, sostanze alchiliche perfluorurate, sono tra gli inquinanti più diffusi in natura, poiché contenuti da decenni in numerosi prodotti di largo consumo. Queste molecole, estremamente resistenti e praticamente eterne, non si degradano facilmente e tendono ad accumularsi nell'ambiente e negli organismi viventi.
In risposta a questa problematica, l'assessore regionale all'Ambiente, Thomas De Luca, ha deciso di avviare immediatamente il monitoraggio delle molecole di PFAS nelle acque umbre, senza attendere il prossimo anno. L'obiettivo è uniformare l'attività di indagine tra i tre gestori del servizio idrico, implementando il monitoraggio attualmente svolto per gli altri parametri di potabilità.
Nel frattempo, Alessandro Aragona, esponente di Fratelli d'Italia, ha presentato un'interrogazione per fare chiarezza sugli inquinanti presenti nell'acqua potabile della Romagna. Greenpeace Italia ha infatti condotto uno studio che evidenzia la presenza di PFAS in diverse aree del Paese, sollevando preoccupazioni sulla qualità dell'acqua potabile.
Un caso particolarmente critico è quello di Olbia, dove l'acqua potabile risulta essere tra le più contaminate d'Italia. Secondo il rapporto di Greenpeace, la città gallurese non solo è tra le peggiori in Sardegna, ma si colloca anche tra i comuni italiani con i livelli più elevati di contaminazione.




