Acqua potabile contaminata da veleni in provincia di Alessandria

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il recente report di Greenpeace Italia, intitolato "Acque Senza Veleni", ha rivelato una situazione allarmante riguardo alla qualità dell'acqua potabile in diverse zone della provincia di Alessandria. L'indagine, condotta tra settembre e ottobre 2024, ha coinvolto 235 città su tutto il territorio nazionale, evidenziando una mappa delle contaminazioni da inquinanti, con particolare attenzione ai Pfas (sostanze perfluoroalchiliche).

In particolare, Tortona emerge come la città piemontese con la maggior concentrazione di Pfas nell'acqua potabile, un dato che desta preoccupazione per la salute pubblica. Le analisi hanno mostrato che le concentrazioni di questi composti chimici, noti per la loro persistenza nell'ambiente e per i potenziali effetti nocivi sulla salute umana, sono tra le più alte d'Italia. Al di fuori dei comuni della zona rossa del Basso Vicentino, Arzignano (Vicenza) si posiziona al quarto posto per la presenza di Pfas nei rubinetti.

Lelio Morricone, endocrinologo del Gruppo San Donato di Milano, ha spiegato i rischi associati all'esposizione ai Pfas, sottolineando come queste sostanze possano interferire con il sistema endocrino e causare una serie di problemi di salute, tra cui disturbi metabolici e riproduttivi. Morricone, che ha sviluppato competenze sulle tematiche ambientali, ha un legame particolare con Alessandria, dove risiede e dove ha seguito da vicino l'inquinamento del polo chimico di Spinetta.

L'Acquedotto Pugliese, dopo la pubblicazione del report, ha rassicurato la popolazione sui dati dei propri campionamenti, affermando che le concentrazioni di Pfas rilevate rientrano nei limiti di sicurezza stabiliti dalle normative vigenti.

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