Whatsapp e il "cerchietto" blu: perché l'icona di Meta AI non si può rimuovere

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Da qualche giorno, molti utenti italiani di WhatsApp si sono accorti della comparsa di un nuovo elemento nell’interfaccia dell’app: un pulsante circolare blu, posizionato in basso a destra, accanto alla lista delle chat. Quell’icona, che richiama immediatamente l’attenzione per il suo colore acceso, non è un semplice abbellimento grafico ma l’accesso diretto a Meta AI, il chatbot basato sull’intelligenza artificiale Llama 3.2, progettato per rispondere a domande, generare testi o persino creare contenuti.

Nonostante la funzionalità possa risultare utile per alcuni, numerosi utenti – come dimostrano le richieste su forum, social network e segnalazioni arrivate a testate come Italian Tech – vorrebbero disattivarla, trovandola invasiva o superflua. Eppure, a differenza di altre personalizzazioni offerte dall’app, il pulsante non può essere rimosso definitivamente. Si tratta di una scelta precisa di Meta, che punta a integrare sempre più i suoi servizi, sfruttando l’enorme bacino di utenti di WhatsApp per diffondere le sue soluzioni basate sull’IA.

L’unica concessione, al momento, riguarda la possibilità di ridurne la visibilità: nelle impostazioni di notifica, è possibile silenziare gli avvisi provenienti da Meta AI, evitando distrazioni. Ma il cerchietto blu rimarrà lì, pronto per essere utilizzato ogni volta che si vorrà chiedere all’assistente virtuale di tradurre un testo, suggerire un’idea o persino generare un’immagine.

Questa mossa rientra in una strategia più ampia, che vede Mark Zuckerberg spingere per un’integrazione sempre più stretta tra i vari "pianeti" del suo ecosistema digitale: Facebook, Instagram, Messenger e, appunto, WhatsApp. Un universo in cui i dati degli utenti – e le interazioni con l’intelligenza artificiale – diventano sempre più centrali, sia in termini di funzionalità che di profitto.

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