Putin e i missili Oreshnik, la nuova minaccia russa
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Redazione Esteri
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Vladimir Putin, in un recente discorso, ha sottolineato la potenza devastante dei missili Oreshnik, capaci di un impatto paragonabile a quello di un'arma nucleare, pur non essendo dotati di testate nucleari. Questi missili, con una gittata di circa 5.500 chilometri, possono raggiungere le capitali europee in pochi minuti, rappresentando un asso nella manica per la Russia nella guerra in Ucraina. Putin ha dichiarato che la Russia produce dieci volte più missili della NATO, evidenziando la capacità produttiva del suo paese e la volontà di rispondere colpo su colpo alle forniture occidentali all'Ucraina.
Il presidente russo ha ribadito che non userà i missili Oreshnik per obiettivi minori, sottolineando che la Russia non sprecherà il suo "gioiello di morte" per colpire bersagli di poco conto. Tuttavia, ha lasciato intendere che Kiev e, in particolare, il presidente ucraino Zelensky, sono nel mirino di queste nuove armi balistiche. Putin ha inoltre affermato che la Russia è pronta a colpire i centri decisionali di Kiev, dimostrando così la determinazione del paese a rispondere alle provocazioni occidentali.
L'Oreshnik, con le sue testate multiple indipendenti e la sua velocità, è stato descritto come un'arma rivoluzionaria, capace di polverizzare tutto ciò che incontra sul suo cammino. Putin ha enfatizzato che la Russia non sparerà ai passeri con i cannoni, indicando che l'uso di questi missili sarà riservato a obiettivi di grande importanza strategica. La minaccia rappresentata dall'Oreshnik è stata presentata come un deterrente contro l'intervento occidentale in Ucraina, con Putin che ha ribadito la sua volontà di utilizzare ogni mezzo a disposizione per vincere la guerra e spaventare l'Occidente.
Il discorso di Putin ha messo in luce la potenza e la capacità distruttiva dei missili Oreshnik, sottolineando la determinazione della Russia a rispondere alle sfide poste dall'Occidente.




