Missili a lungo raggio dall'Ucraina, nuova fase del conflitto
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Redazione Esteri
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Il 19 novembre 2024, il conflitto tra Ucraina e Russia ha raggiunto una nuova fase, caratterizzata dall'uso di missili a lungo raggio ATACMS da parte delle forze ucraine. Questi missili, forniti dagli Stati Uniti, sono stati utilizzati per colpire un deposito di munizioni situato nei pressi della città di Karachev, nell'oblast di Bryansk, a circa 70 miglia dal confine con l'Ucraina. L'attacco, che ha segnato la prima volta in cui gli ATACMS sono stati impiegati per colpire il territorio russo, è stato confermato dall'agenzia di stampa ucraina RBC-Ucraina, che ha citato una fonte delle forze di difesa di Kiev.
Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha dichiarato che l'uso di missili a lunga gittata da parte dell'Ucraina, se manovrati da esperti americani, rappresenterebbe una fase qualitativamente nuova della guerra occidentale contro la Russia. Lavrov ha parlato dal G20 di Rio de Janeiro, sottolineando che la Russia reagirà di conseguenza a questa escalation. La decisione degli Stati Uniti di dotare l'Ucraina di missili a lungo raggio ha suscitato preoccupazioni a livello internazionale, con molti che temono un ulteriore aggravamento del conflitto.
L'attacco nella regione di Bryansk, condotto con i missili balistici ATACMS, ha aperto un nuovo capitolo del conflitto, abbinato all'aggiornamento della dottrina nucleare russa. Questo sviluppo è stato al centro di un'intervista al direttore di Analisi Difesa, trasmessa da TGCOM 24 MEDIASET nel primo pomeriggio del 19 novembre. Durante l'intervista, è emerso che l'uso di missili a lunga gittata potrebbe portare a una reazione imprevedibile da parte della Russia, aumentando il rischio di un'escalation militare.
L'irritazione di Washington per le dichiarazioni del Cremlino è stata evidente, con la Casa Bianca che ha definito irresponsabile la posizione russa. Nel frattempo, il G20 si è chiuso tra le polemiche per l'assenza di una condanna esplicita a Putin dopo l'invasione dell'Ucraina.




