Iran, riapre lo spazio aereo e sospende le esecuzioni mentre le proteste scuotono il regime

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La magistratura iraniana ha smentito ufficialmente, attraverso i media statali, la condanna a morte del giovane Erfan Soltani, il 26enne arrestato l’8 gennaio durante le manifestazioni a Fardis, nei pressi di Teheran. Pur negando l’imminente esecuzione, della quale aveva dato notizia l’organizzazione curda per i diritti umani Hengaw, le autorità giudizarie hanno confermato gravi capi d’accusa contro di lui, che includono la “collusione contro la sicurezza interna” e la “propaganda contro il regime”. Questo episodio, che ha destato forte apprensione, si inserisce in un contesto più ampio, segnato da una rivolta sociale che continua a dilatarsi nonostante la repressione, la quale, secondo diverse fonti, ha già provocato numerose vittime tra i dimostranti.

La rivolta senza confini e la censura del regime

Le proteste, partite dal grande bazar di Teheran il 28 dicembre, hanno ormai travalicato ogni confine geografico e sociale, coagulando il malcontento di ampi strati della popolazione, dalla borghesia intellettuale alle classi più popolari, attraversando anche le diverse etnie del Paese. Una mobilitazione di tale portata, definita da molti osservatori come storica, ha spinto il regime a risposte durissime, caratterizzate non solo da arresti di massa e da un uso sproporzionato della forza, ma anche da un blackout informativo totale, con la sospensione dell’accesso a internet per interi giorni, nel tentativo di isolare il Paese e di occultare alla comunità internazionale la reale entità degli scontri e della violenza.

Le dichiarazioni di Mattarella e la svolta nelle esecuzioni

Proprio sull’opacità voluta dal governo di Teheran ha puntato il dito il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, il quale, in un intervento dedicato alla situazione iraniana, ha denunciato con forza la strategia del regime. Mattarella ha sottolineato come, accanto alla “efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti”, la prima preoccupazione delle autorità sia stata proprio quella di “occultare quanto avviene”, bloccando sistematicamente l’accesso alle fonti d’informazione. In un quadro così teso, assume un significato particolare la decisione, annunciata nelle ultime ore, di sospendere le esecuzioni capitali per i manifestanti arrestati, una mossa che sembra temporaneamente allentare la morsa della repressione più estrema.

Riapertura dello spazio aereo e tensioni internazionali

Un altro segnale di de-escalation, seppur da leggere con cautela, arriva dalla riapertura dello spazio aereo nazionale, dopo una chiusura improvvisa durata diverse ore che aveva alimentato timori di un imminente conflitto regionale. La mossa, stando a indiscrezioni riportate da network internazionali come la Cbs, potrebbe essere collegata a precise dinamiche di politica estera, visto che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avrebbe espresso la volontà che un eventuale attacco militare contro l’Iran costituisse un “colpo decisivo” al suo establishment. La situazione rimane dunque volatile, con il regime che da un lato tenta di normalizzare la situazione interna attraverso gesti come la sospensione delle condanne a morte, e dall’altro si confronta con una pressione internazionale crescente e con le incognite legate alla posizione della nuova amministrazione americana.

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