Kiev colpisce due petroliere della flotta ombra russa nel Mar Nero
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Redazione Esteri
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Il Servizio di sicurezza ucraino ha rivendicato un'operazione militare condotta contro due unità navali, identificate come le petroliere Kairo e Virat, appartenenti a quella fetta di marina mercantile che Mosca impiega per eludere le restrizioni economiche internazionali. L'attacco, che si è consumato nelle acque del Mar Nero al largo delle coste turche, è stato portato a termine mediante l'impiego di droni sottomarini, i quali, secondo fonti interne all'intelligence di Kiev, hanno centrato i bersagli designati. Questa azione, che si inserisce in un più ampio contesto di contrasto ai rifornimenti energetici dell'avversario, mira a interdire quelle rotte commerciali, spesso opache, che garantiscono alla Russia introiti fondamentali per sostenere lo sforzo bellico.
Il ruolo dei droni "Sea Baby"
La tecnica d'assalto, come riferito da una fonte dei servizi, ha visto il dispiegamento di velivoli senza equipaggio di tipo "Sea Baby", i quali, notevolmente potenziati nelle loro capacità offensive, hanno preso di mira le imbarcazioni nemiche. A supporto delle dichiarazioni, è stato diffuso un filmato che, se autentico, mostrerebbe il preciso momento in cui i droni navali, muovendosi sulla superficie del mare, si avvicinano inesorabilmente ai loro obiettivi prima di causare violente deflagrazioni. Questi strumenti tecnologici, sempre più centrali nelle operazioni di disturbo marittimo, rappresentano una risorsa tattica di primaria importanza per Kiev, la quale continua a sviluppare metodi asimmetrici per colpire le infrastrutture logistiche nemiche.
Il contesto interno ucraino
Mentre sul fronte del Mar Nero si consumavano questi eventi, la capitale ucraina era a sua volta scenario di un drammatico episodio di guerra. Un raid aereo russo, sferrato nelle ore notturne, ha causato la morte di almeno due persone e il ferimento di una decina di altre, tra le quali, si apprende, una donna e un adolescente. L'attacco, che ha gettato una rinnovata ombra sulla città, ha provocato ingenti danni e interruzioni dei servizi essenziali, lasciando centinaia di migliaia di abitazioni senza energia elettrica e mostrando, ancora una volta, la vulnerabilità dei centri urbani di fronte a questa tipologia di offensive.
Le ripercussioni politiche
Parallelamente alle vicende belliche, il paese è stato scosso da un evento di natura politica e giudiziaria che ha toccato da vicino la presidenza. Andriy Yermak, consigliere presidenziale e figura di assoluta fiducia di Volodymyr Zelensky, ha rassegnato le proprie dimissioni in seguito a un'indagine della magistratura. Le autorità hanno effettuato una perquisizione nel suo appartamento personale, un'azione legata a un'inchiesta per corruzione di vaste proporzioni, il cui ammontare finanziario si aggirerebbe intorno ai cento milioni di euro. L'episodio, che ha suscitato un profondo turbamento nell'establishment, evidenzia le tensioni e le complesse dinamiche che attraversano il vertice del potere ucraino in un momento di così grave emergenza nazionale.




