Milano Cortina 2026, giornata di imprese: Braathen nella storia, Sighel eliminato per una caduta
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Redazione Sport
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La domenica olimpica di Milano Cortina 2026, o forse sarebbe più corretto dire il sabato visto il calendario delle gare, si è aperta con una delle pagine più sorprendenti che la memoria di questi Giochi invernali possa ricordare. Il gigante maschile, disciplina regina dello sci alpino, ha incoronato un campione inatteso ai più, o almeno un campione la cui storia personale, già di per sé romanzesca, meritava un epilogo di questa portata. Stiamo parlando di Lucas Pinheiro Braathen, il ragazzo che ha detto no alla potente federazione norvegese per seguire un sogno a tinte verdeoro, e che oggi, a Cortina, ha letteralmente dominato la prima manche con distacchi che in una competizione di questo livello assumono i contorni dell’assolo. Non è semplicemente una vittoria, quella di Braathen, ma la prima medaglia d'oro nella storia del Brasile ai Giochi invernali, un evento che va ben oltre il risultato tecnico e che rimette in discussione tanti luoghi comuni sullo sport sulla neve. Figlio di padre norvegese e madre brasiliana, Lucas aveva già assaporato il palcoscenico olimpico a Pechino 2022, quando gareggiava per la Norvegia, senza però riuscire a concludere le sue prove. Poi, nel 2023, la rottura clamorosa con la squadra norvegese, un divorzio legato anche alla gestione personale degli sponsor, che lo portò a un anno sabbatico e a ripensare completamente la sua carriera. Oggi, sotto la bandiera del Brasile, quel gesto di rottura appare come la premessa indispensabile per un trionfo che profuma di rivincita e di felicità pura.
Mentre lo stadio di sci di Cortina tremava per l'impresa di Braathen, che da giovane sognava di fare il calciatore ispirandosi a Ronaldinho, un'altra storia, ben più amara, si consumava sul ghiaccio dell'arena milanese. Pietro Sighel, uno dei volti più noti dello short track azzurro e reduce dal trionfo nella staffetta mista, è stato brutalmente eliminato nei quarti di finale dei 1500 metri. La dinamica, come spesso accade in questa disciplina spietata, è stata casuale e violenta. Sighel è stato letteralmente trascinato giù da Hendei, l'atleta ucraino finito a terra dopo un contatto con l'olandese Emons, quest'ultimo poi squalificato per la sua azione. Una frazione di secondo e il sogno di medaglia dell'azzurro è finito, con Hendei che, a differenza di Sighel, è stato ripescato per il turno successivo. Un verdetto che lascia l'amaro in bocca, perché nulla aveva a che fare con la prestazione atletica e tutto con la precarietà di uno sport in cui la sorte, talvolta, decide di intervenire nel modo più crudele. Gli altri due italiani in gara, Luca Spechenhauser e Thomas Nadalini, sono però riusciti a strappare il pass per le semifinali, tenendo aperto un piccolo spiraglio di speranza per il medagliere azzurro in questa specialità.
Il tabellone del curling femminile sorride alla Cina, attesa per il debutto di Passaretta
Spostando lo sguardo verso il curling, disciplina che richiede nervi saldi e strategia millimetrica, il girone femminile ha offerto un incontro combattutissimo tra Cina e Italia. Le azzurre, nonostante giocassero in casa, hanno dovuto cedere il passo alla formazione cinese con un punteggio finale di 8 a 7. Una partita punto a punto, decisa probabilmente da piccoli episodi e da quella tensione che solo un pubblico amico, se da un lato spinge, dall'altro può trasformarsi in un peso psicologico non indifferente. Le ragazze del curling, che pure avevano dimostrato carattere nelle uscite precedenti, escono dal ghiaccio con la consapevolezza di aver lottato, ma anche con la necessità di archiviare in fretta questa sconfitta per concentrarsi sui prossimi impegni del round robin.
L'attenzione del pubblico italiano, però, è calamitata anche da un'altra attesa, quella per Manuela Passaretta. La giovane freestyler, dopo il doppio forfait dei giorni scorsi che ne aveva fatto temere un forzato addio ai Giochi, dovrebbe finalmente scendere in pista. Classe 2006, con un passato tra gli Stati Uniti e radici colombiane, Passaretta rappresenta una delle scommesse più giovani e interessanti di questa spedizione azzurra. Il suo debutto, nel contesto delle qualificazioni del freestyle, arriva in una giornata particolarmente densa di impegni per l'Italia, che schiera i suoi atleti in una miriade di discipline. Dal biathlon sprint femminile, con il quartetto composto da Hannah Auchentaller, Michela Carrara, Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer, tutte in lizza per regalare emozioni nella gara in cui la precisione al tiro si fonde con lo sforzo fisico sugli sci, alle qualificazioni dello short track 1000 metri donne, dove Chiara Betti, Elisa Confortola e Arianna Fontana proveranno a imitare i successi già ottenuti in questa rassegna.
Flora Tabanelli si qualifica, il fondo femminile cerca il riscatto
Non solo ghiaccio e neve per i colori azzurri, ma anche tanto spettacolo aereo con il big air. Flora Tabanelli, altra giovane promessa del freestyle italiano, ha centrato l'obiettivo della qualificazione alla finale, confermando un trend di crescita che la vede protagonista nonostante l'età. La sua disciplina, che unisce potenza e controllo in voli acrobatici mozzafiato, regalerà emozioni nelle fasi successive e l'Italia può contare su di lei per giocarsi carte importanti. Nel frattempo, la staffetta femminile dello sci di fondo si appresta a scendere in pista con una formazione che mescola esperienza e gioventù: Federica Cassol, Iris De Martin Pinter, Martina Di Centa e Caterina Ganz. Per loro, la prova a squadre rappresenta un'occasione per cancellare qualche prestazione sottotono e per dimostrare che il fondo azzurro, nonostante le difficoltà, sa esprimere un collettivo competitivo.
In questo viavai di gare, medaglie e delusioni, il quadro che emerge è quello di una macchina olimpica ormai a pieno regime, dove ogni giorno riscrive gerarchie e aspettative. Mentre il kazako Shaidorov, in un altro sport, realizzava un'impresa storica nel pattinaggio di figura, l'Italia continua a rincorrere podi in tutte le direzioni, tra la gioia per chi ce la fa e l'amarezza per chi, come Sighel, viene fermato da un evento imponderabile. La rassegna di Milano Cortina prosegue, con la consapevolezza che ogni minuto può regalare una nuova storia da raccontare.




