Vertice Ue a Cipro, l’ombra di Hormuz e l’attesa per Zelensky tra i raid su Dnipro
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Redazione Esteri
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È il millecinquecentoundicesimo giorno di guerra in Ucraina, e mentre l’esecutivo russo continua a martellare le infrastrutture civili – l’attacco più recente, quello che ha colpito la città di Dnipro, ha danneggiato diversi edifici residenziali in un’area densamente popolata provocando un incendio immediatamente divampato tra le lamiere e il cemento – l’agenda politica europea si sposta oggi sull’isola di Cipro. Qui, infatti, è in programma un vertice informale dei capi di Stato e di governo dell’Unione, un appuntamento che la presidenza di turno cipriota ha voluto fortemente per discutere tre pilastri nevralgici: le conseguenze economiche della chiusura dello Stretto di Hormuz – una crisi energetica che rischia di travolgere gli equilibri del Vecchio Continente – la definizione del Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e, come da prassi consolidata dall’inizio dell’invasione su larga scala, l’aggiornamento sulla situazione sul terreno in Ucraina. E proprio su quest’ultimo fronte, la notizia che fa da contrappunto alla riunione è la conferma della presenza fisica del presidente Volodymyr Zelensky, atteso tra i leader a Nicosia per un confronto diretto che, nelle intenzioni dei coordinatori europei, dovrebbe servire a ribadire la compattezza dell’asse occidentale nonostante le difficoltà oggettive rappresentate dall’usura del conflitto.
Italiani a Cipro tra emergenza Hormuz e scontro sul Patto di stabilità
Il blocco dello Stretto di Hormuz, conseguenza diretta delle ostilità in Medio Oriente, rappresenta la minaccia più immediata per le economie dei Ventisette; senza quella via d’acqua strategica, i flussi di petrolio e gas subiscono un’interruzione che, secondo le fonti diplomatiche consultate, “potrebbe trasformarsi in una catastrofe se non dovesse riaprire”, rendendo necessario un intervento urgente. Per il momento, la linea ufficiale della Commissione resta quella della massima cautela, vista la “volatilità e imprevedibilità” della situazione, ma sul tavolo ci sono già misure di flessibilità per gli aiuti di Stato. Roma guarda con interesse a queste proposte – come confermano le anticipazioni che arrivano dalla delegazione italiana – ma non intende limitarsi a questo: la presidente del Consiego, Giorgia Meloni, insisterà sulla richiesta di una sospensione generalizzata del Patto di stabilità e crescita, oltre che del meccanismo Ets per il termoelettrico, nella convinizione che le attuali regole di bilancio siano incompatibili con la gestione di una crisi energetica di tale portata. Una linea, la sua, che per ora appare isolata nel contesto europeo, dove prevale invece la prudenza sul fronte dei conti pubblici.
Il principe Harry a Kiev, terza missione silenziosa nel cuore della guerra
Mentre i riflettori del vertice si accendono su Cipro, la capitale ucraina ha visto arrivare nelle scorse ore un visitatore inaspettato: il principe Harry, giunto a Kiev con una visita a sorpresa che nessun comunicato ufficiale aveva anticipato; lo hanno documentato, invece, i gestori della rete ferroviaria nazionale, diffondendo le immagini della sua discesa dal treno. Si tratta della terza incursione personale del duca del Sussex in territorio ucraino dall’inizio dell’invasione, un viaggio che lo vedrà partecipare al Kyiv Security Forum e incontrare gli artificieri della charity HALO Trust – un’organizzazione, quest’ultima, che aveva già beneficiato del sostegno della madre, la principessa Diana – oltre ai veterani del suo programma “Invictus Games”. Una presenza, la sua, che testimonia un interesse costante per le dinamiche del conflitto, al di là delle procedure diplomatiche ufficiali, e che si inserisce in una giornata segnata anche dal lutto per i bombardamenti notturni.
Dnipro, il bilancio dei raid notturni e la resistenza ucraina
Il coprifuoco appena trascorso ha lasciato sulle macerie di Dnipro un bilancio doloroso: i detriti del condominio centrato dai missili russi hanno causato la morte di almeno due civili e il ferimento di altre nove persone, un numero che secondo le autorità locali potrebbe purtroppo aumentare visto che tra le macerie si cerca ancora qualche disperso; tra i feriti figurano anche due bambine, di 9 e 14 anni, ricoverate in ospedale per le ferite riportate nello schianto. L’amministrazione militare regionale ha documentato i roghi divampati nei vari appartamenti, mentre i soccorritori continuavano a scavare tra le lamiere contorte. Un contesto di violenza quotidiana, quello ucraino, che Zelensky porterà idealmente con sé al tavolo di Cipro, dove oggi pomeriggio si riuniranno i leader per la prima sessione di lavoro, sperando di strappare ai partner europei non solo parole di solidarietà, ma impegni concreti sulla difesa aerea e sul sostegno finanziario.




