West Nile Virus in Europa: l’Italia è il Paese più colpito dai contagi

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Aumentano i casi di West Nile Virus in Europa e l’Italia risulta il Paese più colpito con 46 contagi segnalati. L’incremento delle infezioni è collegato alle alte temperature e all’allungamento della stagione calda, condizioni che favoriscono la diffusione del virus trasmesso dalle zanzare. A rendere noto il quadro è l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha invitato i Paesi a rafforzare la sorveglianza. Secondo Hans Henri P. West, il West Nile Virus non rappresenta una minaccia nuova, ma le condizioni che ne agevolano la circolazione stanno cambiando rapidamente.

La crescita dei casi di West Nile Virus e la situazione in Italia

Il West Nile Virus è tornato sotto attenzione anche per alcune segnalazioni recenti in Italia, in particolare nel territorio della Marca Trevigiana. È stato confermato il caso di una donna di Salgareda infettata dal virus, mentre a Riese Pio X è stato individuato un pool di zanzare positive. Sui due episodi sono intervenuti la dottoressa Valentina Moretti, del Servizio Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss2, e il dottor Ernesto Pascotto, medico veterinario del Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria e referente provinciale per le zoonosi.

Gli esperti hanno spiegato che il ciclo del West Nile Virus coinvolge principalmente le zanzare e gli uccelli, che svolgono un ruolo nella circolazione dell’infezione. Gli esseri umani e i cavalli possono invece contrarre il virus, ma non lo trasmettono ad altri individui. La presenza di zanzare positive ha portato a mantenere alta l’attenzione sulla situazione locale, con attività di monitoraggio e indicazioni sulle precauzioni da adottare per ridurre il rischio di punture.

La sorveglianza sulle zanzare e le misure di prevenzione

La diffusione del West Nile Virus viene monitorata attraverso controlli sulla presenza delle zanzare infette e sulla circolazione del virus nel territorio. Nella provincia interessata sono state predisposte otto trappole per individuare eventuali zanzare positive, mentre la situazione viene seguita dai servizi sanitari competenti. Con l’arrivo dell’estate, il virus torna infatti al centro dell’attenzione per la maggiore attività delle zanzare e per i segnali di circolazione rilevati in diverse aree.

La Regione Veneto ha potenziato la sorveglianza epidemiologica dopo il primo caso umano confermato nel Veronese e dopo i nuovi segnali registrati nella Marca Trevigiana. Gli interventi rientrano nel Piano regionale contro le arbovirosi, con l’obiettivo di monitorare la presenza del West Nile Virus e rafforzare le attività previste. Tra le indicazioni fornite rientra anche l’uso di insettorepellenti per ridurre la possibilità di punture di zanzara.

Perché il West Nile Virus torna al centro dell’attenzione in estate

Il ritorno dei casi di West Nile Virus durante la stagione estiva è legato alla maggiore presenza delle zanzare e alle condizioni ambientali che possono favorire la circolazione del virus. Le autorità sanitarie sottolineano che il fenomeno viene seguito attraverso la sorveglianza e il controllo dei vettori responsabili della trasmissione. Le segnalazioni arrivate dall’Europa e dall’Italia mostrano una crescente attenzione verso le infezioni da West Nile Virus e verso le misure necessarie per contenere la diffusione.

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