La Cremonese senza Baschirotto all'Olimpico, Nicola recupera qualcosa ma l'emergenza non è finita

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Undici partite di fila senza assaporare la vittoria, una classifica che si fa sempre più preoccupante – con la zona rossa che dista ormai tre soli punti – e una trasferta proibitiva come quella dell'Olimpico, dove stasera li attende una Roma lanciata verso l'obiettivo Champions. Il momento della Cremonese, e sarebbe riduttivo definirlo soltanto un momento no, è terribilmente complicato, e la sfida contro i giallorossi di Gian Piero Gasperini arriva nel peggior contesto possibile per Davide Nicola, il quale deve fare i conti con un'emergenza formazione che rischia di compromettere ulteriormente i piani. Il tecnico piemontese, va detto, perde due pedine fondamentali: Federico Baschirotto, colonna portante della difesa e una delle poche certezze in questo periodo buio, si è fermato per un problema muscolare che richiederà accertamenti nei prossimi giorni, e la sensazione è che possa saltare non soltanto l'impegno odierno ma probabilmente anche quello successivo. A lui si aggiunge Floriani, out per una contrattura, e questo significa che il reparto arretrato va letteralmente rivoluzionato, con Nicola costretto ad attingere a piene mani dalla seconda linea per provare a imbastire una retroguardia quantomeno dignitosa.

Se da un lato le indiscrezioni della vigilia raccontano di un'infermeria piena, dall'altro bisogna registrare qualche timido ritorno che potrebbe quantomeno allargare le opzioni a disposizione del mister. Bondo, Ceccherini e Bianchetti, infatti, hanno recuperato e saranno regolarmente a disposizione, anche se è lecito domandarsi in che condizioni fisiche versino dopo settimane di stop più o meno prolungato. La sensazione, ascoltando le parole dello stesso Nicola alla vigilia, è che si stia cercando di tamponare una falla con lo scotch, nell'attesa che il mercato di gennaio – con gli innesti di elementi come Djuric, Luperto, Thorsby e Maleh – possa finalmente cominciare a fare la differenza in termini di muscoli e centimetri, caratteristiche che a questa squadra sono mancate come il pane nelle ultime uscite -2. Perché il dato, e qui si entra nel merito tecnico, è impietoso: due soli gol realizzati nelle ultime nove partite, entrambi nel pareggio contro il Cagliari, e un attacco che si è inceppato completamente, con Vardy e Bonazzoli – e non è un caso – che non riescono più a pungere con la continuità vista nella prima parte della stagione -2.

Di fronte, però, c'è una Roma che non solo viaggia a ritmi da Champions League, forte dei suoi 47 punti e del quarto posto in classifica -3, ma che vive un momento di entusiasmo particolare anche per le dichiarazioni del suo allenatore. Gasperini, bisogna ricordarlo, ha alzato il tiro in modo netto e senza mezzi termini, spiegando in conferenza stampa che l'obiettivo di centrare la massima competizione europea non è un diktat arrivato dalla società o da Ranieri, bensì una sua personale fissazione, una sfida con sé stesso e con un traguardo che gli manca e che intende raggiungere qui, in questa Roma, senza voler aspettare anni per costruire qualcosa di importante -4-10. La sua squadra, dal canto suo, arriva all'appuntamento forte di una solidità ritrovata e della consapevolezza che vincere stasera significherebbe allungare ulteriormente su una Juventus fermata dal Como, mettendo una seria ipoteca sul piazzamento utile per la qualificazione.

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