Sciopero nazionale alla Lidl, presidio a Cornigliano e negozi chiusi in tutta Italia
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Redazione Economia
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I dipendenti della Lidl Italia hanno incrociato le braccia in una giornata di sciopero nazionale, con un’adesione che ha superato l’80% e punte del 100% in molti supermercati, lasciando gli scaffali vuoti e i cancelli abbassati. A Cornigliano, quartiere operaio di Genova, i lavoratori hanno organizzato un presidio davanti al punto vendita, mentre in Puglia — dove la protesta ha coinvolto magazzini e 14 negozi — un sit-in si è tenuto davanti alla sede di Molfetta, con striscioni che recitavano "Fateci riscoprire la gioia di lavorare".
Al centro della vertenza, il rinnovo del contratto integrativo aziendale, scaduto da oltre quattro anni. La proposta avanzata dalla multinazionale tedesca — 200 euro in buoni spesa e 100 lordi una tantum, subordinati alla firma dell’accordo — è stata definita "irricevibile" da Filcams Cgil, che insieme a Fisascat Cisl e Uiltucs chiede aumenti salariali e miglioramenti nell’organizzazione del lavoro. "Dopo mesi di trattative — si legge in una nota del sindacato — la risposta di Lidl è inaccettabile".
La protesta, che ha visto partecipazione massiccia soprattutto nel Nord e nel Sud, ha messo in luce le criticità di un sistema basato su turni flessibili e part-time, spesso non concordati. A pesare, oltre alla stagnazione dei salari, è anche l’assenza di bonus aziendali, elemento che ha spinto molti dipendenti a unirsi allo sciopero nonostante il rischio di perdere la retribuzione giornaliera.




