Sciopero alla Lidl, adesione massiccia in tutta Italia: "L’azienda fa utili, a noi le briciole"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’onda dello sciopero nazionale indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per il rinnovo del contratto integrativo ha paralizzato ieri numerosi punti vendita della Lidl in tutta Italia, con picchi di adesione che hanno superato l’80% e punte del 100% in alcuni magazzini e supermercati. A Pontedera, dove sorge il principale centro logistico toscano – che rifornisce non solo la regione ma anche parte di Umbria, Lazio e Sardegna – i 300 addetti hanno incrociato le braccia in massa, mentre a Pisa e Navacchio le filiali sono rimaste chiuse per l’intera giornata. «È stata una risposta straordinaria», ha sottolineato Matteo Taccola della Filcams Cgil Pisa, confermando il malcontento diffuso tra i dipendenti.

Stessa scena a Viterbo, dove il Lidl di via Cassia Nord ha abbassato le saracinesche dopo ore di code all’ingresso, mentre a Ferrara una quarantina di lavoratori, provenienti dai punti vendita della provincia, hanno organizzato un sit-in con bandiere sindacali tra le 10 e le 12. «L’azienda registra utili record, ma a noi offre solo briciole», hanno denunciato alcuni manifestanti, riferendosi alla proposta della multinazionale di concedere un aumento di 200 euro in buoni spesa – definito «elemosina» da chi chiede invece salari più alti e turni meno pesanti.

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