Sciopero alla Lidl, proteste in tutta Italia: promessi 200 euro in buoni spesa ma i dipendenti chiedono di più
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Redazione Economia
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L’adesione è stata massiccia, tanto che in alcuni punti vendita della Lidl non è stato possibile neppure aprire i cancelli. È accaduto a Viterbo, dove il supermercato di Cassia Nord ha dovuto sospendere l’attività dopo ore di code interminabili all’ingresso, mentre i dipendenti incrociavano le braccia per rivendicare salari più alti e turni meglio organizzati. Una scena simile si è ripetuta a Pesaro e Marotta, dove i 23 lavoratori del negozio di via Gagarin e i 17 di quello costiero hanno scioperato in blocco, lasciando in servizio solo i responsabili di reparto.
Bandiere e cartelli hanno colorato le proteste, con la Filcams Cgil in prima linea a sostenere le richieste del personale, composto in larga parte da donne. La ragione dello sciopero, proclamato in contemporanea in diverse regioni, è il fallimento delle trattative per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale (CIA). L’azienda, che opera in tutta Europa, ha risposto promettendo un aumento di 200 euro in buoni spesa, ma per i dipendenti si tratta di "elemosina", come hanno scritto su uno striscione.
A Pozzallo, in provincia di Ragusa, il punto vendita è rimasto chiuso tutto il giorno, mentre a Modica e Vittoria le attività sono state sospese per metà della giornata. Il malcontento è diffuso: "L’azienda è ricca, a noi lasciano le briciole", ha detto una delle manifestanti, sintetizzando una frustrazione che attraversa tutta la filiera.




