Sciopero nazionale alla Lidl, chiusi diversi supermercati. Sindacati: "Azienda sorda, lavoratori esasperati"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una mobilitazione senza precedenti ha coinvolto i dipendenti della catena Lidl in tutta Italia, con adesioni massicce e serrate abbassate in numerosi punti vendita, dalla Valle d’Aosta all’Umbria, passando per la Toscana. A Saint-Christophe, in Valle d’Aosta, il negozio è rimasto chiuso, mentre in provincia di Perugia – dove lo sciopero ha registrato un’adesione definita "altissima" dalla Filcams Cgil – hanno sospeso l’attività i supermercati di Castiglione del Lago, Città della Pieve e Spoleto. Stessa situazione a Grosseto, dove la protesta ha bloccato gli ingressi.

I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, promotori della giornata di sciopero, denunciano carichi di lavoro insostenibili, turni imposti senza flessibilità e l’assenza di risposte concrete sul rinnovo del contratto integrativo. "L’azienda si è presentata al tavolo con una proposta irricevibile: 150 euro annui in buoni spesa", ha dichiarato Pier Paolo Micci, segretario della Filcams Cgil di Grosseto, sottolineando come la rottura delle trattative abbia spinto i lavoratori a incrociare le braccia.

Raffaele Statti, della UilTuCs, non usa giri di parole: "Lidl è sorda alle richieste, ma la determinazione dei dipendenti è totale". Le proteste, che hanno visto presidi e assemblee fuori dai magazzini, riflettono un malcontento ormai cronico, legato non solo alle condizioni economiche ma anche alla mancanza di riconoscimento del lavoro svolto. "Vogliamo dignità", è lo slogan ripetuto nei cortei, che sintetizza una rivendicazione più ampia: quella di un equilibrio tra vita professionale e privata, finora negato da turni massacranti e ritmi insostenibili.

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