Attentato a Sigfrido Ranucci, Lavitola nega ogni responsabilità

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’attentato a Sigfrido Ranucci torna al centro dell’attenzione dopo l’interrogatorio di Valter Lavitola, indicato dagli inquirenti come presunto mandante della vicenda e accusato di essere coinvolto nell’episodio avvenuto il 16 ottobre dello scorso anno a Campo Ascolano. Il confronto tra Lavitola e i pm di Roma è durato un paio d’ore ed è avvenuto alla presenza del procuratore capo Francesco Lo Voi. L’imprenditore ed ex editore dell’Avanti ha scelto di non rispondere alle domande durante l’interrogatorio, ma ha comunque rilasciato dichiarazioni spontanee negando ogni responsabilità nell’accaduto.

Nel corso della trasmissione In Onda, con Marianna Aprile e Luca Telese, il caso è stato ricostruito attraverso i passaggi dell’inchiesta e le ipotesi investigative emerse finora. Al centro del dibattito c’è anche il rapporto tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, definito da Ranucci come un rapporto di conoscenza personale. Il giornalista ha spiegato di non sentire Lavitola da quando è stato sottoposto a perquisizione, precisando di aver scelto di non contattarlo per rispetto del lavoro degli investigatori e aggiungendo che anche Lavitola non lo ha chiamato.

Il rapporto tra Ranucci e Lavitola al centro del caso

Le dichiarazioni di Sigfrido Ranucci hanno riguardato anche le frequentazioni con Lavitola, finite sotto osservazione dopo l’evoluzione dell’inchiesta. Il conduttore di Report ha raccontato che Lavitola era spesso ospite a cena a casa sua insieme ai figli e che, secondo quanto riferito, stava cercando una casa al mare. Il tema del rapporto tra un giornalista d’inchiesta e una possibile fonte è stato affrontato anche attraverso le parole di Massimo Gramellini, che ha evidenziato come un giornalista possa avere contatti con persone controverse nell’ambito della propria attività professionale.

La trasmissione ha messo in evidenza il nodo principale della vicenda: la presenza di una relazione personale tra Ranucci e Lavitola mentre quest’ultimo è coinvolto nell’indagine sull’attentato al conduttore di Report. Il caso riguarda quindi sia gli sviluppi investigativi sull’episodio di Campo Ascolano sia le circostanze legate alla conoscenza tra i due. Ranucci, impegnato nelle prove a Piacenza del suo spettacolo «Diario di un trapezista», ha dichiarato di voler mantenere distanza dal rapporto con Lavitola dopo gli ultimi sviluppi giudiziari.

L’interrogatorio in procura e la posizione di Lavitola

Valter Lavitola è stato ascoltato dai magistrati della procura di Roma in relazione all’accusa di essere il presunto mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci. Al termine dell’incontro, l’imprenditore si è allontanato da piazzale Clodio passando da un cancello secondario, mentre l’indagine prosegue con la raccolta degli elementi necessari alla ricostruzione della vicenda. In attesa della lettura degli atti, Lavitola ha scelto di affidare la propria posizione alle dichiarazioni spontanee.

Nel corso delle dichiarazioni rese davanti ai pm, Lavitola ha respinto ogni accusa e ha negato un coinvolgimento nell’attentato. «Non sono stato io, non so chi possa essere stato e non ho idea del movente», ha dichiarato, sostenendo quindi la propria estraneità ai fatti contestati. L’inchiesta resta concentrata sugli elementi raccolti dagli investigatori e sulle ipotesi emerse attorno all’episodio che ha coinvolto il giornalista di Report.

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