Gattuso pensa a Verratti e Palestra per i playoff: le ultime
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Redazione Sport
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Il countdown che separa l’Italia dalle decisive gare di marzo si è fatto serrato e Gennaro Gattuso, negli ultimi giorni, sta mettendo a punto le idee in vista della semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord, in programma giovedì 26 marzo a Bergamo, e della eventuale finale di martedì 31 contro una tra Galles e Bosnia. Il commissario tecnico azzurro, e chi lo segue da vicino lo sa bene, non è mai stato uomo di schemi rigidi o di preclusioni definitive: ecco allora che, a poche settimane dalla scelta dei 23 che dovranno provare a strappare il pass per il Mondiale 2026, organizzato tra Stati Uniti, Messico e Canada, iniziano a prendere forma alcune idee piuttosto nette. Tra queste, due nomi stanno emergendo con insistenza crescente, sebbene per ragioni diametralmente opposte. Da un lato c’è la suggestione, quasi un colpo di teatro, rappresentata da Marco Verratti, il regista pescarese che da oltre due anni gioca in Qatar e che sembrava aver chiuso per sempre con la maglia della Nazionale. Dall’altro, la scoperta – o forse sarebbe meglio dire la consacrazione – del giovane Marco Palestra, esterno del Cagliari che Gattuso ha voluto incontrare di persona per comunicargli la convocazione. La costruzione della squadra procede insomma su un doppio binario, fatto di esperienza e di improvvisi slanci verso il futuro, e il tecnico calabrese non intende lasciare nulla al caso.
Il possibile ritorno di Verratti in cabina di regia
La suggestione legata a Marco Verratti, va detto, non è una boutade estiva o un pallido tentativo di riempire le pagine dei giornali: il progetto del suo ritorno in azzurro, secondo quanto raccolto da fonti vicine allo staff tecnico, sarebbe stato seriamente valutato nel corso delle ultime settimane. Gattuso, che con il centrocampista abruzzese ha un rapporto personale solido e una stima reciproca che risale ai tempi in cui li accomunava la stessa grinta, avrebbe avviato un contatto diretto per sondare la sua disponibilità. E la risposta, pare, sarebbe stata positiva. Verratti, nonostante l’esilio calcistico in Qatar – prima all’Al-Arabi e ora all’Al-Duhail – e l’assenza prolungata dalle scene internazionali, non avrebbe affatto chiuso con l’azzurro. Anzi, l’idea di tornare per giocarsi una chance mondiale, forse l’ultima della sua generazione, lo avrebbe convinto a rimettersi in gioco. Gattuso, dal canto suo, cerca un regista puro, un cervello in mezzo al campo che possa dettare i tempi in partite secche e ad altissima tensione emotiva come quelle che attendono l’Italia. Con Jorginho ormai fuori dal giro, e con i vari Locatelli, Cristante e Rovella che hanno caratteristiche differenti, il ritorno di Verratti rappresenterebbe una soluzione tecnica di primo piano, oltre che una iniezione di personalità in uno spogliatoio che dovrà gestire la pressione di una sfida da dentro o fuori. Va anche detto, però, che il centrocampista arriverebbe da una realtà calcistica molto particolare, quella qatariota, dove i ritmi e l’intensità sono lontani anni luce dagli standard internazionali, ma il talento, si sa, non si perde per strada e l’ex PSG resta uno degli interpreti più cristallini del panorama italiano.
Marco Palestra, il nuovo volto azzurro
Se il nome di Verratti riporta alla mente un passato recente fatto di Europei e di Notti Magiche, quello di Marco Palestra proietta l’Italia dritta verso il domani. Gattuso, che non ha mai fatto mistero di voler costruire un gruppo solido basandosi non solo sui nomi ma anche sulle sensazioni e sulla fame dei ragazzi, ha deciso di blindare il giovane esterno del Cagliari. Il blitz dell’altro ieri al Grand Hotel de la Ville di Parma, dov’era in ritiro la squadra sarda, non è stato casuale: il ct voleva parlare faccia a faccia con il ragazzo, spiegargli il progetto e comunicargli ufficialmente che lui sarà tra i convocati per i playoff di fine marzo. Una notizia che ha dell’incredibile se si pensa che Palestra, classe 2005, è solo all’inizio della sua avventura in Serie A, e che fino a pochi mesi fa era considerato una promessa dell’Atalanta, prima di essere ceduto in prestito ai sardi per farsi le ossa. A Cagliari, complice la fiducia di Fabio Pisacane e un ambiente che lo ha accolto senza riserve, il ragazzo ha letteralmente spiccato il volo, mostrando qualità tecniche, personalità e una capacità di spinta sulla fascia che hanno impressionato anche gli osservatori più scettici. Gattuso lo ha seguito da vicino, e la prestazione convincente fornita proprio contro il Parma nell’ultimo turno di campionato è stata la ciliegina sulla torta: Palestra non solo è stato tra i migliori in campo, ma ha dimostrato di poter reggere la pressione di una piazza importante e di un campionato difficile. La sua convocazione, a dire il vero, non è più una sorpresa per chi segue le giovanili, ma il fatto che Gattuso lo abbia voluto incontrare di persona per dargli la lieta novella la dice lunga sull’importanza che il tecnico attribuisce al fattore umano e alla costruzione di un rapporto diretto con i suoi giocatori.
Lo stato di forma e le scelte tecniche in attesa del verdetto
Oltre alle suggestioni legate a Verratti e alla scoperta di Palestra, Gattuso continua il suo instancabile giro di monitoraggio tra Italia e estero. Lo staff azzurro ha già incontrato qualcosa come una cinquantina di calciatori nelle ultime settimane, un tour de force che ha toccato Londra, l’Arabia Saudita, Napoli e ovviamente i principali centri sportivi della Penisola. La volontà è chiara: arrivare all’appuntamento con le convocazioni senza farsi trovare impreparati, valutando di persona lo stato di forma, la condizione fisica e mentale di ciascun elemento. Per quanto riguarda Verratti, c’è da registrare un monitoraggio costante sulle sue condizioni in Qatar: l’ex PSG gioca con regolarità nel suo campionato, ma la differenza di ritmo rispetto ai playoff europei è un fattore che Gattuso e il suo staff stanno ponderando con attenzione. Eppure, la sensazione è che la qualità del giocatore, unita alla sua esperienza in partite che contano, possa fare la differenza in un centrocampo che, con Barella, Tonali e Locatelli, ha fisicità e inserimento ma forse meno geometrie. Il rientro di Verratti, insomma, non è più un’utopia, ma un’opzione concreta che Gattuso tiene nel cassetto da settimane. Dall’altro lato, la scelta di Palestra – che va a occupare il ruolo lasciato vacante dall’infortunato Di Lorenzo – è il segnale che il ct non guarda la carta d’identità e che, anzi, in un momento delicato come quello dei playoff, la freschezza e l’entusiasmo di un ventenne possono rivelarsi un’arma in più. E chissà che non sia proprio lui, il ragazzo cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, a sorprendere tutti e a ritagliarsi uno spazio da titolare sulla fascia destra, magari proprio in quella Bergamo che è stata la sua casa calcistica prima del trasferimento in Sardegna.




