Inchiesta corruzione in Sicilia, Schifani prende le distanze dal caso Armao

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha dichiarato che l’inchiesta corruzione in Sicilia che coinvolge anche l’ex vicepresidente Gaetano Armao “nulla ha a che fare con l’attività del governo regionale”. La presa di posizione è arrivata dopo l’indagine della Procura di Palermo sulle presunte irregolarità legate alle autorizzazioni ambientali e alla Commissione tecnica specialistica regionale, organismo chiamato a esprimere valutazioni sui progetti sottoposti alla normativa ambientale.

Le accuse e il ruolo della Commissione tecnica specialistica

Al centro dell’inchiesta c’è Gaetano Armao, avvocato ed ex vicepresidente della Regione Siciliana, che al momento dei fatti contestati ricopriva il ruolo di presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali. La Procura di Palermo ipotizza, a vario titolo, reati di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e corruzione per l’esercizio della funzione, coinvolgendo complessivamente nove persone.

Secondo gli atti dell’inchiesta, riportati dalle cronache giudiziarie, l’indagine riguarda un presunto sistema collegato alle procedure autorizzative per impianti energetici e altri interventi sottoposti a valutazione ambientale. Tra gli aspetti approfonditi dagli investigatori figura anche un contratto di consulenza da 147 mila euro che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe potuto avere una funzione diversa rispetto a quella formalmente dichiarata.

Il coinvolgimento dei manager dell’energia e la consulenza contestata

Nell’inchiesta sono coinvolti anche Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile, manager legati al settore delle energie rinnovabili. Argirò, già amministratore delegato della Compagnia Valdostana delle Acque, compare tra gli indagati insieme al successore alla guida di Cva EOS, società attiva nello sviluppo di impianti eolici e fotovoltaici.

La vicenda giudiziaria riguarda in particolare i rapporti tra operatori interessati alla realizzazione di nuovi impianti e gli iter amministrativi regionali necessari per ottenere le autorizzazioni ambientali. La Procura ha chiesto misure cautelari per gli indagati e la valutazione delle richieste spetta al giudice per le indagini preliminari dopo gli interrogatori previsti dalla procedura.

Le reazioni politiche e il nodo del caro carburante

Durante il Festival del giornalismo enogastronomico di Longi, in provincia di Messina, l’assessore regionale all’agricoltura Luca Sammartino ha invece richiamato il governo nazionale sulla situazione dei prezzi dell’energia. L’esponente della Lega ha sostenuto la necessità di uno scostamento di bilancio per evitare nuove impennate del costo dei carburanti nei prossimi mesi.

Schifani ha richiamato il principio della presunzione di non colpevolezza, facendo riferimento alle parole del procuratore di Palermo Maurizio De Lucia, e ha separato l’attività dell’esecutivo regionale dalle contestazioni oggetto dell’indagine. L’inchiesta ha portato anche a perquisizioni negli studi professionali e in altri luoghi collegati agli indagati nell’ambito degli accertamenti della Procura.

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