Raid israeliano in Libano, colpita una squadra di soccorritori a Tiro

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un raid israeliano nel sud del Libano ha colpito una squadra di soccorritori impegnata nelle operazioni di emergenza a Deir Kanoun Naher, nel distretto di Tiro, causando sei vittime tra cui due paramedici. La scena dell’attacco aereo dell’Idf è stata ripresa da un testimone oculare, mentre nella stessa giornata altre due persone sono morte in raid attribuiti alle forze israeliane. Secondo il quotidiano L’Orient Le Jour, che cita fonti libanesi e israeliane, il bilancio complessivo delle operazioni militari israeliane dalla sera precedente è salito a 14 morti.

Le immagini diffuse mostrano il momento dell’attacco a Deir Kanoun Naher, comune situato nel governatorato del Sud Libano, in un’area già colpita nei giorni precedenti. Nel raid sono stati uccisi soccorritori e volontari che operavano sul posto dopo precedenti bombardamenti. Tra le vittime segnalate nelle ultime ore figura anche Ahmad Hariri, fotogiornalista impegnato come volontario con l’associazione al-Rissala, colpita durante le operazioni di emergenza. L’attacco si inserisce in una nuova escalation di raid israeliani nel distretto di Tiro, dove nella notte tra giovedì e venerdì erano già morti quattro soccorritori a Hanuniyeh.

Le operazioni di soccorso nel sud del Libano

I soccorritori stavano operando nello stesso luogo dove pochi giorni prima erano state uccise 14 persone, tra cui un’intera famiglia composta da undici membri e quattro bambini. Le squadre di emergenza erano impegnate a scavare tra le macerie alla ricerca di altri corpi quando è arrivato il nuovo bombardamento. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, la strada che collega i villaggi del distretto era diventata particolarmente pericolosa dopo gli ordini di evacuazione diffusi da Tel Aviv nelle ore precedenti ai raid dell’aviazione israeliana.

Nel racconto di chi si trovava nell’area colpita emerge il clima di continua tensione che accompagna gli spostamenti nel sud del Libano. Una giornalista libanese, insieme a un cameraman e a un autista, descrive la situazione subito dopo il bombardamento: sei persone risultavano uccise e le operazioni di recupero erano ancora in corso. La presenza di raid ripetuti nella stessa zona rendeva difficile l’accesso ai soccorsi e aumentava il rischio per chi si trovava lungo le strade interessate dagli ordini di evacuazione.

Continua il fuoco incrociato tra Hezbollah e Israele

Gli attacchi avvengono nel contesto del continuo confronto armato tra Hezbollah e Israele lungo il confine meridionale del Libano. Nelle stesse ore gli sciiti filoiraniani hanno lanciato droni esplosivi contro Israele, mentre l’aviazione israeliana ha intensificato i bombardamenti nel sud del Paese. Secondo le informazioni riportate, nei raid sarebbero stati uccisi anche cinque miliziani, mentre fonti libanesi parlano complessivamente di 14 vittime civili e operatori coinvolti nelle ultime operazioni.

Da Beirut arrivano testimonianze che raccontano come la guerra stia modificando la vita quotidiana nelle aree colpite. Le persone presenti nei villaggi del sud del Libano si muovono tra evacuazioni, raid improvvisi e nuove operazioni di soccorso dopo ogni bombardamento. Il numero totale delle vittime citato nelle cronache supera ormai quota 3111, mentre continuano gli attacchi reciproci tra Hezbollah e Israele in una regione attraversata da bombardamenti quasi continui.

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